Firenze, 13 dic. - (Adnkronos) - Il nuovo sistema di etichettatura a 'semaforo' introdotto nel Regno Unito mette a rischio ingiustamente circa 180miioni di euro di export di prodotti Made in Tuscany. E' quanto denuncia Coldiretti in riferimento al nuovo sistema di etichettatura nutrizionale adottato dal Regno Unito, con i bollini rosso, giallo o verde ad indicare il contenuto di nutrienti critici per la salute. Una scelta dettata dalla volontà di diminuire il consumo di grassi, sali e zuccheri ma che - sottolinea Coldiretti -, non basandosi sulle quantità effettivamente consumate ma solo sulla generica presenza di un certo tipo di sostanze, finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti come l'olio extravergine d'oliva e promuovere, al contrario, le bevande gassate senza zucchero, fuorviando i consumatori rispetto al reale valore nutrizionale. Il 'semaforo rosso' penalizza, infatti, la presenza di materia grassa superiore a 17,5 grammi, quello giallo tra 17,5 grammi e 3 grammi e il verde fino a 3 grammi. Una scelta che è già stata adottata in molti supermercati e che, pur non essendo legge - rileva Coldiretti - mette ora in pericolo alcuni settori cardine dell'export Made in Tuscany in Gran Bretagna. A rischio ci sono, secondo un'elaborazione Coldiretti su dati Istat relativi al commercio estero, i salumi e le preparazioni di carni, i formaggi, l'olio d'oliva, oltre ai dolciumi ma l'ingiusta bocciatura delle eccellenze tricolori minaccia l'intero trend di consumo nel Regno Unito del cibo Made in Tuscany/Italy, che nei primi nove mesi del 2013 ha fatto segnare un aumento 3% ponendo di fatto un freno al trend positivo dei nostri prodotti oltre manica cresciuto, solo tra il 2009 ed il 2012, addirittura del 23%. Non a caso l'Italia e altri paesi europei hanno messo in rilievo come il sistema del semaforo avrà un impatto negativo sul commercio, con la possibile presenza di barriere tra Stati membri, e quindi una violazione all'articolo 34 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea, senza dimenticare l'irregolarità di inserire la presenza di un claim sulla nutrizione di tipo "non benefico".




