Roma, 17 dic. - (Adnkronos) - Le forme di transizione graduale verso il pensionamento non sono diffuse nel nostro Paese: soltanto il 3,5% degli occupati tra 55 e 69 anni (116 mila unità) ha ridotto l'orario di lavoro nella fase lavorativa che precede la quiescenza. E' quanto emerge da un rapporto Istat. Il 62% degli occupati tra 50 e 69 anni intende smettere di lavorare appena inizierà a ricevere una pensione da lavoro. Le donne e i lavoratori dipendenti sono i soggetti che mostrano una maggiore propensione a terminare l'attività lavorativa appena possibile. 411 mila occupati 50-69enni (il 6,6% degli occupati in questa fascia di età), pur percependo già una pensione da lavoro, stanno prolungando volontariamente l'attività lavorativa. In questo gruppo sei individui su dieci, nella maggior parte dei casi lavoratori dipendenti, continuano a lavorare per motivi economici. Tra gli occupati di 50-69 anni che percepiscono già una pensione da lavoro prevale un diffuso senso di incertezza riguardo all'età programmata del ritiro definitivo dall'attività lavorativa: il 62,1% non ha ancora preso una decisione. In generale al crescere dell'età diminuisce il periodo di permanenza previsto. (segue)




