Milano, 20 giu. (Adnkronos) - L'aggregato delle 67 local utilities controllate dai 115 maggiori enti locali ha cumulato, tra 2006 e 2012, utili per 3,3 miliardi di euro, che saldano i 4,1 miliardi dell'energetico, i 958 milioni sommati da acqua, aeroporti e autostrade e le perdite nette registrate dall'igiene urbana (-335 milioni) e dal Trasporto pubblico locale (-1,4 miliardi). Igiene urbana e Tpl sono in rosso nonostante questi due settori ricevano apporti pubblici pari all'86,5% e al 66,5% dei ricavi. Emerge dallo studio R&S-Mediobanca sulle local utilities partecipate dai maggiori enti locali. A livello geografico, le società del nord hanno realizzato utili per 4,4 miliardi di euro, quell del centro hanno subito perdite nette per 658 milioni, quelle del sud ulteriori perdite per 441 milioni, scontando oltre alle difficoltà endemiche dell'area anche l'assenza di attività ad alta redditività. Un aspetto evidenziato dal rapporto è che il fisco appare più penalizzante nei settori già afflitti da limitate capacità reddituali: a fronte di un tax rate di tutto l'aggregato pari al 39%, esso raggiunge il 68% nei servizi ambientali e il 45% nel trasporto pubblico locale. Il quadro per singola società è variegato: le maggiore perdite accumulate tra 2006 e 2012 riguardano la romana Atac (-1 mld), la milanese Asam (-312 mln) che sconta le vicende della Milano-Serravalle, la romana Ama (-290 mln), la napoletana Ctp (-210 mln), la laziale Cotral (-168 mln). I grandi utili vengono invece dalle multiutility dell'energia: record di utili per A2A (1,1 mld), Acea (701 mln), Hera (693 mln) e Iren (492 mln). Per quanto riguarda i settori, autostrade e aeroporti restano le attività più redditizie, mentre il Tpl non mostra alcun segno di contenimento delle perdite nette che si reiterano con grande intensità dal 2006.




