Padova, 29 giu. - (Adnkronos) - Una delle sfide più importanti ed attuali fronteggiate dalla nostra società moderna consiste nella necessità di adottare su vasta scala fonti di energia pulita e rinnovabile, in modo da ridurre l'attuale dipendenza dai combustibili fossili ed abbattere considerevolmente le emissioni di gas serra (fino dell'80% entro il 2050, secondo le direttive dell'Unione Europea). L'unico modo di raggiungere questi ambiziosi obiettivi consiste nel cambiare in maniera radicale il nostro attuale sistema energetico, sviluppando un ampio ventaglio di tecnologie innovative di avanguardia atte a coprire sia le applicazioni stazionarie (quali il rifornimento di energia per fabbricati civili ed industriali) che quelle mobili (come l'autotrazione e l'elettronica portatile). In quest'ottica, desta un particolare interesse l'impiego dell'idrogeno come mezzo per trasportare ed immagazzinare l'energia ottenuta dalle fonti rinnovabili. L'idrogeno trova infatti applicazione ideale per alimentare le celle a combustibile. Questi ultimi sono dispositivi molto compatti e capaci di raggiungere un'efficienza elevatissima, fino ad oltre tre volte superiore rispetto a quella dei tradizionali motori a combustione interna, a fronte di emissioni di gas serra praticamente nulle. "La tecnologia delle celle a combustibile è matura per un'applicazione su vasta scala - spiega il prof. Vito Di Noto del Dipartimento di Scienze chimiche dell'Università di Padova - Uno degli ostacoli principali è rappresentato dai costi elevati, causati soprattutto dall'impiego di cospicue quantità di metalli preziosi necessari a far funzionare le celle in modo ottimale e ad un'elevata efficienza".(segue)




