Milano, 15 gen. (Adnkronos) - Una manovra "keynesiana ortodossa", fatta di spesa pubblica per rilanciare la crescita economica in Italia, avrebbe l'effetto di "spaventare i mercati sul rischio Paese" a causa dell'aumento del deficit e del debito pubblico e "finirebbe per annullare i benefici della manovra stessa". Cosi' Salvatore Rossi, vice direttore generale della Banca d'Italia, nel suo intervento a un convegno in corso a Milano. Rossi ha avvertito che "bisogna liberarsi dai falsi miti e miraggi, fra i quali uno dei piu' insidiosi, che e' presente in quasi tutti gli schieramenti politici, e' che l'austerita' uccida l'economia". Anche se "e' difficile non essere d'accordo", questa tesi "nasconde alcune trappole logiche e storiche" per cui "va calata nel contesto specifico dei singoli Paesi". Se una manovra di spesa pubblica per rilanciare la crescita "vale come ragionamento ciclico", nel caso dell'Italia, "che ha una storia di eccessi di spesa pubblica e deficit e debito pubblico elevati", rischia di "diventare di lungo periodo e strutturale". Tanto che, ha aggiunto Rossi, "mai nella storia economica un'iniezione di spesa pubblica ha generato una crescita duratura e sostenuta". Anche se secondo la maggior parte delle previsioni, ha continuato, "nel corso del 2013 in Italia si dovrebbe produrre un'inversione del ciclo economico, soprattutto nella seconda meta' dell'anno", questo "non vorra' dire che i nostri problemi sono risolti. I nostri problemi sono di tipo strutturale e di incapacita' di crescita sostenuta e duratura". Il punto, ha sottolineato Rossi, e' che in Italia "il settore privato deve essere in grado di fare innovazione e ricerca di efficienza", mentre il settore pubblico deve garantire "servizi efficienti e regole che facciano lavorare bene gli agenti economici, porre riparo ai fallimenti dei mercati e badare a redistribuire i redditi secondo un principio di equita'".




