(Adnkronos/Labitalia) - Da una recente ricerca, realizzata da Save the Choice, in collaborazione con la societa' specializzata Populus, emerge che il 75% degli Italiani giudica negativamente la direttiva europea sui prodotti del tabacco e il 46% esprime un parere sfavorevole sull'operato dell'Unione Europea, sostenendo (59%) che iper-regolamentazione e burocrazia siano responsabili di danni all'economia del nostro Paese. Il XVI rapporto sulla filiera del tabacco in Italia, pubblicato da Nomisma, attesta invece i danni che potrebbero derivare, in seguito all'introduzione della regolamentazione europea, a un settore che impiega in Italia 190mila addetti e che nel 2012 ha assistito a una contrazione delle superfici coltivate di un terzo rispetto al 2011 e a una diminuzione dell'8% delle vendite di sigarette. Cali determinati dall'incremento dell'Iva dall'impiego di prodotti piu' convenienti(come i trinciati per sigarette Ryo, cresciuti del 42%) e dal dilagare del commercio illecito di prodotti da fumo, arrivato a pesare nel 2012 quasi il 10% sul mercato legale. "La via migliore per ridurre il numero di fumatori non passa dai divieti o dalle immagini scioccanti, ma da una corretta prevenzione per favorire stili di vita piu' salutari e comunque da una scelta consapevole- ha commentato la portavoce del comitato Save the Choice, Annalisa Chirico- riportiamo al centro le persone nell'Anno Europeo dei Cittadini e fermiamo una direttiva che dara' beneficio solo alla criminalita' organizzata: quel mercato illegale del tabacco che grazie al contrabbando e alla contraffazione, nel primo trimestre del 2013, ha raggiunto una quota di oltre il 9%".




