Roma, 20 set. - (Adnkronos) - Un digiuno per tutelare l'ambiente e condannare 1000 km di nuove autostrade che rischiano di abbattersi sulla pianura piu' fertile d'Europa. Ha cominciato in Veneto Don Albino Bizzotto, fondatore dei Beati i Costruttori di Pace, a denunciare l'abbuffata di cemento. Un protesta pacifica che trova il sostegno anche di Legambiente L'associazione ambientalista, infatti, sostiene che "la Pianura Padana non ha bisogno di 1000 km di nuove autostrade. Lo sbilanciamento del nord Italia non e' sul versante della dotazione stradale, ma su quello dell'eccessivo livello di motorizzazione individuale (superiore del 20% alla media europea) e dell'inadeguatezza dell'integrazione logistica per le merci, con le ferrovie italiane che ormai sulla rete interna trasportano meno del 3% delle merci: un vero record europeo di inefficienza". "Don Bizzotto ha scelto una forma di lotta eclatante ma per nulla esagerata, perche' queste opere non rappresentano solo un nuovo, forte impulso al consumo di suolo, ma sono un'insostenibile ipoteca sugli investimenti necessari ad uscire dalla crisi, e un insulto ai drammatici bisogni di una societa' piegata dalla crisi economica" dichiara Vittorio Cogliati Dezza, il presidente Nazionale di Legambiente. Per questo "anche noi ci associamo al digiuno lanciato da Don Bizzotto: e' in gioco il destino del territorio, ma anche il futuro di ciascuno di noi". Legambiente quindi lancia la staffetta di digiuno per la difesa del suolo, a partire dai propri attivisti e dirigenti, cominciando oggi da Padova, continuando nel week end in Lombardia in occasione della grande manifestazione lanciata in Brianza, a Desio, contro l'opera piu' costosa di tutte, la Pedemontana lombarda, per estendersi poi all'Emilia Romagna e al Piemonte e proseguire come mobilitazione nazionale anche nei giorni del tradizionale week end di 'Puliamo il Mondo', quando migliaia di volontari indosseranno guanti e ramazze per ripulire l'Italia da rifiuti, incuria ed ecomostri.




