(Adnkronos) - Proprio in merito a Unioni e Fusioni di comuni Anci Toscana e Regione Toscana (presente alla conferenza l'assessore regionale Vittorio Bugli) hanno condiviso un documento toscano in cui si chiede, in sintesi, al governo, di fornire gli strumenti e quelle flessibilità necessarie a livello locale per chi decide di unirsi o fondersi. In particolare, secondo Anci Toscana e Regione Toscana il ddl Delrio (rispetto al quale Anci Toscana e Giunta regionale toscana stanno lavorando per predisporre un pacchetto di emendamenti) detta norme ritenute, si legge nel documento congiunto "inadeguate ad affrontare importanti problemi organizzativi e finanziari sia nella fase di avvio sia in quella di consolidamento che, di fatto, impediscono il buon funzionamento delle unioni e per quel che attiene le fusioni non facilitano glia de movimenti dei nuovi comuni". "Ci troviamo di fronte ad una contraddizione - afferma Pierandrea Vanni, sindaco di Sorano e coordinatore consulta piccoli comuni di Anci toscana - Nei cittadini c'è sempre più bisogno di comuni, le persone capiscono che i piccoli comuni in particolare sono il loro unico vero punto di riferimento sul territorio. Per questo vogliono più presenza di comuni, vogliono comuni capaci di dare maggiori risposte ai loro problemi. Dall'altra parte ci sono scelte politiche che vengono da lontano, tagli, norme legislative che hanno depotenziato i piccoli comuni. Siamo in parte delusi dalla legge di stabilita: c'è negli amministratori la consapevolezza della crisi, quindi nessuno si aspettava soluzioni straordinarie però per esempio la richiesta che l'Anci porta avanti da anni, di togliere il patto di stabilità per i comuni da 1000 a 5000 abitanti, che il coordinatore nazionale Anci Mauro Guerra ha definito una 'follia', è rimasta purtroppo nel cassetto".




