(Adnkronos) - E' proseguito il processo di selezione e assottigliamento della base produttiva, collegato oltre che ai default delle imprese piu' fragili, alle liquidazioni di societa' in bonis (quindi senza precedenti procedure concorsuali), che hanno deciso liberamente di cessare l'attivita' per mancanza di prospettive di profitto. Le procedure fallimentari sono aumentate in misura rilevante in Sicilia, con un tasso (+18%) tra i piu' elevati del Mezzogiorno. "Purtroppo ci si accorge che al massimo si gestisce il contingente cercando di limitare i danni - dichiara il presidente della Fondazione Curella, Pietro Busetta -. Mercato del lavoro e base produttiva cosi' ridimensionati non consentiranno di dare risposte adeguate alle migliaia di giovani che stiamo preparando. Situazione analoga a quella di tutto il Sud, ma che potrebbe portare ad un crisi sociale senza precedenti, mentre e' ripreso il flusso migratorio che ci depaupera di migliaia di giovani formati ogni anno". "Il numero di occupati - afferma il presidente di Diste Consulting, Alessandro La Monica - sceso al livello piu' basso degli ultimi diciassette anni, la recessione che ha prodotto profonde ferite e difficilmente sanabili per il gia' debole tessuto locale, l'esercizio previsionale elaborato dal Diste che da per il 2013 un Pil al meno 3%, delineano per la Sicilia un quadro a dir poco inquietante. Allora le severe azioni di aggiustamento dei conti pubblici con i giusti tagli alla spesa improduttiva e gli interventi di aggiustamento della macchina amministrativa, devono assolutamente essere associati a manovre di rilancio della domanda e degli investimenti".




