(Adnkronos) - "Alle piogge frequenti e intense che da inizio novembre ad oggi stanno mettendo in serio rischio la cerealicoltura in generale e il grano duro in particolare - spiega Giacomo Taviani, direttore di Toscana Cereali - bisogna evidenziare le alte temperature e la mancanza di vento di tramontana, che sarebbe necessario per asciugare i terreni. Le piogge frequenti non consentono l'assorbimento dell'acqua e i terreni sono saturi". Fino a tutto il mese di febbraio la semina e' possibile, per cui la situazione - e' quanto auspicano gli agricoltori toscani - puo' ancora migliorare: "Il grano duro da seminare e' purtroppo in gran parte nei capannoni delle aziende e delle cooperative. Auspichiamo da tempo giorni di tramontana - aggiunge Taviani - aspetteremo fino alla meta' di febbraio, dopo di che i terreni verranno eventualmente convertiti in altre colture (foraggere, orzi primaverili), anche primaverili laddove possibile (mais, girasole)". A livello provinciale, a Siena si e' seminato il 60% rispetto alle previsioni con differenze fra Val d'Orcia (70%), dove si e' iniziato a seminare a fine ottobre; Val di Merse con una semina del 20-30% e Val d'Arbia-Crete con il 50%. In provincia di Grosseto si registra un 25% medio di semine, con una forbice molto ampia fra le Colline Amiatine, dove si e' potuto seminare l'intero quantitativo previsto (98%); passando per la Media Collina (zona Scansano) con il 30% delle semine; fino alla drammatica situazione della pianura e della zona litoranea della Maremma dove si e' potuto seminare soltanto il 5-10%. In provincia di Pisa e di Arezzo, invece, la situazione e' piu' omogenea, e si e' seminato mediamente il 60% del previsto.




