(Adnkronos) - Di contro, negli ultimi anni, sono stati inflitti ai Comuni, tra spending review, Ici e Imu, nuove norme, obiettivi del patto di stabilità, tagli per 16,177 miliardi di euro. "Questa voce - ha precisato il sindaco Variati - per il solo Comune di Vicenza ammonta a 24,4 milioni di euro tra il 2008 e il 2013, di cui 12,4 milioni relativi a mancati trasferimenti e 12 milioni a risorse del patto di stabilità che avremmo potuto utilizzare per fornire servizi o realizzare investimenti". Dall'esame dei saldi di finanza pubblica, ancora, risulta che i Comuni presentano un avanzo di amministrazione di 1.667 milioni di euro, pari al 2,57% delle proprie entrate totali. "Vicenza stessa - ricorda il sindaco - ha chiuso il 2011 con 900 mila euro di avanzo e il 2012 con 2 milioni, su un bilancio da circa 90 milioni di euro di spesa corrente. Lo Stato, invece, è sempre in rosso, con un deficit di 52.380 milioni di euro pari al -13,26% delle proprie entrate totali". Appare inoltre lampante come, per rispettare gli stringenti vincoli di bilancio imposti dallo Stato, i Comuni abbiano ridotto del 28% gli investimenti negli ultimi 6 anni. Anche la spesa corrente dal 2010 è stata progressivamente ridotta dai Comuni, mentre quella dello Stato è sempre costante. In particolare nel 2012, anno di introduzione dell'Imu, lo Stato ha aumentato le entrate correnti del 4,26% anche grazie alla quota di imposta che si trattiene e che vale ben 8 miliardi. "Mentre Comuni come il nostro - è l'amara conclusione di Variati - l'anno scorso hanno mantenuto al minimo l'aliquota sulla prima casa, introducendo inoltre numerose agevolazioni, lo Stato si è tenuto il 50% dell'introito proveniente dalle seconde case. Così non possiamo andare avanti. I Comuni hanno fatto la propria parte. Ora tocca allo Stato ".




