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Sicilia: Confindustria e Ance, sistema produttivo rischia implosione

domenica 16 settembre 2012
Sicilia: Confindustria e Ance, sistema produttivo rischia implosione

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Palermo, 13 set. - (Adnkronos) - "Da mesi denunciamo insieme con le organizzazioni sindacali la grave crisi che non e' solo economica in cui versa la Sicilia. Stiamo rischiando seriamente l'implosione del sistema produttivo con gravi conseguenze anche sul piano della coesione sociale. Cio' va scongiurato con iniziative concrete sia a livello regionale che soprattutto da parte del Governo nazionale che conosce bene la situazione della Sicilia". Lo dichiarano Salvo Ferlito, Presidente di Ance Sicilia ed Antonello Montante, Presidente di Confindustria Sicilia. "Le imprese non possono essere stritolate dalla morsa dei crediti vantati nei confronti della Regione e degli enti locali. - aggiunge Antonello Montante- " Occorre mettere in atto concreti strumenti ed azioni per consentire alle aziende private che forniscono beni e servizi alla P.A. di pagare correntemente le retribuzioni ai propri dipendenti. Il problema investe molti settori, ma in particolare quello che sta pagando il prezzo maggiore e' il settore edile che non riesce a riscuotere la massa di crediti che vanta nei confronti delle piu' svariate amministrazioni pubbliche per lavori realizzati o in corso d'opera che stanno letteralmente mettendo in ginocchio un intero comparto. Ed a mio avviso se non facciamo ripartire il settore edile che muove un insieme di altri comparti, cemento e manufatti, impiantistica, marmo e piastrelle, acciaio, trasporti, macchine operatrici, sara' difficile far ripartire l'economia." "I crediti vantati dalle imprese edili superano ormai 1,5 miliardi di euro - secondo Salvo Ferlito, che ha curato un analitico monitoraggio attraverso le sezioni edili provinciali ed il centro studi nazionale. - "Non riusciamo piu' a mantenere i livelli occupazionali di quelle aziende che hanno lavori in corso d'opera o consegnati, ma non vengono pagate . Dal 2008 al 1° semestre 2012 il settore ha perso qualcosa come 46.300 occupati (che corrispondono a -30% in termini percentuali) e circa 30.000 nell'indotto, ed ha registrato il fallimento, nello stesso periodo, di 475 imprese. Capisco che ci avviamo ad una campagna elettorale per il rinnovo dell'Assemblea regionale e che abbiamo un Governo regionale che fino al 28 ottobre si occupera' solo dell'ordinaria amministrazione. Certamente pero' le imprese non potranno attendere il 2013 per sapere quando potranno riscuotere i loro crediti, mentre in Europa le imprese vengono pagate a 60 giorni. Nel frattempo le nostre imprese - conclude Ferlito- dovranno pagare i propri dipendenti, pagare i contributi previdenziali, pagare le imposte e magari ricevere una cartella esattoriale per avere ritardato di qualche settimana un'imposta o qualche tassa e riscuotere i loro crediti dopo 400 giorni , se non di piu' come in alcuni casi che ci sono stati segnalati."(segue)