"Hope and Dreams" sembra l'insegna del locale nel celebre film "Cocktail" invece è il giudizio che James Chanos veterano short seller dà dell'Ipo SpaceX. Le valutazioni sono un atto di fede, ma tra i retail la fede in Elon Musk è molto diffusa.
Titolo caro? Nonostante i media abbiano vivisezionato l'operazione, come al solito un giudizio oggettivo non c'è, si capirà con il tempo. La settimana in borsa si è aperta con un colpo di scena, l'offerta di scambio di Intesa e Bper su Mps per contrastare la proposta di "amore disperato" di BPM sempre su Mps, e si è chiusa con un altro colpo di scena, l'ipo con successo di SpaceX che è letteralmente decollata a Wall Street. In mezzo c'è stata la Bce di Madame Lagarde che tra fischi e proteste ha alzato i tassi di un quarto di punto. Sono colpi di scena ma solo a livello mediatico, perché dal punto di vista tecnico, sono entrambi (il primo e l'ultimo) episodi scontati appartenenti a un lungo ciclo borsistico. Cerco di farmi capire meglio: sul risiko bancario a ogni operazione sentiamo ripeterci che questo è solo l'inizio, in realtà il grande ciclo di risiko bancario post Euro è cominciato nel 1999 quando ancora sul trono sedeva Enrico Cuccia, con la clamorosa e ostile Opa lanciata da Unicredit su Comit, un trigger che scatena la risposta di San Paolo Imi su Banca Roma.
Da quel momento comincia un romanzo in più capitoli che costringe le banche a crescere di dimensioni per combattere più battaglie, la prima è la competizione a livello continentale, la seconda la guerra dei mondi e cioè quella delle banche tradizionali contro le Fintech. Lo scontro per il controllo del risparmio mondiale. E noi in Italia di risparmio ne abbiamo molto.
Anche l'altro colpo di scena, l'Ipo di SpaceX, è uno dei tanti episodi che compongono il grande ciclo del Tech cominciato alla fine degli anni '90 con la diffusione di massa di Pc e connessioni a Internet, è la costruzione della "second life", il mondo virtuale che ora grazie all'Ai si trova in una fase simile a quella della bolla "dotcom" ma per lo scoppio della bolla ci vorrà ancora qualche anno. Anche se il pericolo bolla è un pensiero costante. Forse non lo ricorderete ma già ai tempi dell'Ipo Facebook si dissero le stesse cose, la società di Zuckerberg perse circa il 50% e subito si esclamò "la bolla è scoppiata".
Se volete anche il meeting Bce della Lagarde fa parte di un lungo ciclo, ed è quello del ritorno dell'inflazione che è qui per rimanere, in mezzo a tutta questa liquidità è l'effetto collaterale meno tossico che ci poteva capitare, però bisogna saperla domare, alla crescita penserà la grande rivoluzione industriale tecnologica.
Eppure c'è ancora chi è convinto che a dettare i cicli dei mercati sia la guerra e in questo caso il conflitto tra Usa e Iran, e lasciamoglielo credere, in fondo capire la borsa è per molti ma non per tutti. No Hope, solo Dreams.
DOLLARO: rimango dell'idea che il dollaro si debba rafforzare, molto dipenderà dalla Fed.
BORSE: la correzione non è finita, molto dipenderà dalla Fed.
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