Roma, 23 mag. (Adnkronos) - "Il decreto approvato dal Cdm di ieri attua quanto previsto dalla legge 183/2011 che rendeva obbligatoria la certificazione dei pagamenti della pubblica amministrazione, degli enti Locali e simili escludendo, da tale obbligo, le Regioni sottoposte a piano di rientro a causa del deficit sanitario". Lo precisa in una nota la Regione Lazio "in merito alle preoccupazioni espresse dal mondo imprenditoriale circa l'esclusione dalla certificazione dei crediti delle regioni sottoposte a piano di rientro per il deficit sanitario". "Una tutela, dunque, per le amministrazioni piu' deboli economicamente - prosegue - che pero' non ha impedito alla Regione Lazio di diventare una Regione leader in Italia nella certificazione dei crediti pro-soluto con un fondo di 500 milioni alimentato, sin dal 2010, dalla Sace e dalle banche relativi ai debiti diretti della regione, oltre a 3 miliardi l'anno di pro-soluto per l'accordo dei pagamenti riferito ai debiti sanitari". "Allo stato della conoscenza attuale del decreto votato ieri dal consiglio dei ministri - conclude la Regione - non sembra che la norma abbia subito modifiche tali da rappresentare un ostacolo, per il Lazio, al proseguimento di questa attivita'".




