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Sacconi affronta i guai: "Crisi occupazionale più seria di quella economica"

Il ministro dà i numeri: 180 tavoli di crisi. "Confidiamo ancora nel confronto con i sindacati"
di Roberto Amaglio venerdì 22 ottobre 2010

2' di lettura

E' finito nell'occhio del ciclone per aver definito "esoterici" i dati sull'economia nostrana pubblicati da Bankitalia. L'accusa mossagli dall'opposizione è stata semplice. "Il ministro ha in testa un Paese che non esiste", ha riferito il segretario del Pd Pierluigi Bersani nel corso della giornata di sabato. Maurizio Sacconi, però, non ci sta a passare per chi nasconde la testa nella sabbia e, nel corso di "La telefonata" di Maurizio Belpietro su Canale 5, ha espresso la sua opinione personale sullo stato di salute dell'economia dello Stivale. "Ribadisco che il peggio del peggio è passato, ma certamente viviamo una stagione difficile dell’occupazione: di fronte a noi c'è un tempo multiforme, con situazioni aziendali positive che crescono e situazioni invece difficili, con circa 180 tavoli in cui affrontiamo le crisi crisi aziendali in corso di trasformazione". La tendenza è in positivo, quindi, anche se con risvolti non graditi in ambito occupazionale. "La situazione occupazionale è più difficile della situazione economica - ha proseguito Sacconi -, perchè c'è vitalità nel nostro tessuto produttivo, c'è capacità di collegamento con la ripresa economica internazionale, ma ci sono molte aziende che hanno in corso processi di ristrutturazione e cambiamento negli assetti proprietari e questo si riverbera sull'occupazione. Per quanto ci riguarda, noi cerchiamo di proteggere il reddito dei lavoratori attraverso i contratti di solidarietà, le varie forme di cassa integrazione e stiamo cercando di accentuare la formazione insieme alle Regioni che ne hanno competenza per accompagnare la persona verso un nuovo lavoro". Trattative - Il lavoro di Sacconi, tuttavia, è strettamente correlato con i rapporti con i sindacati, recentemente sulle prime pagine dei giornali per il corteo della Fiom, il ventilato sciopero generale e gli scontri ideologici tra Cgil e Cisl. "Continuiamo ad auspicare il dialogo con tutte le organizzazioni sindacali - ha proseguito Sacconi -, ma siamo anche pronti a decidere se venisse opposto il solito veto da parte di una sola di esse. Speriamo però in nuovi sviluppi con il cambio di guardia alla guida della Cgil: con l’arrivo di Susanna Camusso al posto di Guglielmo Epifani confidiamo che qualcosa si cambi".

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