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Giuseppe Conte e il Mes, sospetti sull'Italiano Alessandro Rivera: "Perché non ha detto no in Europa?"

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Sul banco imputati di Giuseppe Conte c'è lui, Alessandro Rivera. Chi? Non è un politico, ma un "tecnico". Anzi, un burocrate, potentissimo. Si tratta del direttore generale del Tesoro, e soprattutto membro del Board of directors del Mes. Di fatto, uno dei "mandarini" europei che decideranno il futuro dell'Italia. Clausole, "rigidità", erogazione di prestiti per salvare l'economia nostra, e non solo, messa in ginocchio dal coronavirus.

 

 

"Perché non si è opposto?", si chiede il premier a proposito di Rivera, presente all'Euro Working Group che ha instradato il meccanismo salva-Stati, stando a un retroscena molto velenoso di Dagospia. Conte, spinto anche dal M5s, si sta opponendo con tutte le sue forze (minime) al Mes, preferendo gli eurobond (ipotesi ormai tramontata). A metà settimana si saprà come andrà a finire, ma ormai si tratta soltanto di ottenere il minimo, vale a dire evitare uno scenario "alla greca" con tanto di troika in cambio degli aiuti economici. E sempre Dagospia ha buttato lì un altro retroscena molto piccante: "Alzati e vattene", sarebbe la consegna data al ministro dell'Economia Roberto Gualtieri nel caso dal vertice con i colleghi europei si profili un Mes-mazzata per l'Italia. Se la sceneggiata servirà, si vedrà (speriamo di no).

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