La Grecia è guarita, la Germania invece no

Dieci anni dopo, Atene a livello finanziario è affidabile. E l'Europa ora spende per "colpa" di Berlino...
domenica 13 luglio 2025
La Grecia è guarita, la Germania invece no

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«In questa professione c’è solo una verità: la palla deve andare in rete» questa massima che sembra essere uscita dalla conferenza stampa di Max Allegri a Casa Milan, è in realtà uno dei principi di Otto Rehhagel un altro hombre vertical, che del calcio verticale ha fatto la sua filosofia e la sua fortuna, come la vittoria della Bundesliga nel 1998 da allenatore della neopromossa Kaiserslauten, un fatto mai accaduto. Quello però è solo il primo passo verso il mito, nel 2004 porterà la piccola Grecia a vincere l’Europeo, un trionfo che verrà definito “il miracolo di Lisbona”.

Qualcuno ha detto che questo è stato un fenomeno raro come le pietre mobili nella Racetrack Playa, ma se ci pensate bene l’eccezionalità sta in un altro elemento e cioè nello speciale connubio tra due popoli antitetici sia dal punto di vista geografico, di cultura e di pensiero come la Germania e la Grecia, ma che quando si uniscono riescono a compiere magie. La Grecia tante volte è riuscita a sognare grazie al traino della Germania, sedotta dalla sua fermezza, e tante altre volte proprio a causa di questa fermezza e rigidità ha sofferto.

Non c’è solo il tedesco Otto Rehhagel ad aver portato gioia, ben prima ai tempi della dittatura proprio la Germania fu un grande sostegno psicologico per i greci.
«Uno dei più duraturi ricordi della mia infanzia è il suono crepitante delle trasmissioni radio della Deutsche Welle. Quelli erano gli anni tristi della nostra dittatura (1967-74) quando Deutsche Welle era il più prezioso alleato dei greci contro il potere soffocante della propaganda di Stato». Lo racconta Gianis Varoufakis nel libro “L’economia cambia il mondo!”, un testo costruito come una lettera appassionata dedicato alla figlia adolescente.

Il libro il cui titolo originale era “Parlando di economia a mia figlia” esce in Italia a inizio 2015, pochi mesi dopo i greci saranno chiamati alle urne per un referendum vitale. Il 5 luglio del 2015 il 61,31% dei greci vota “no” alle proposte avanzate da UE, FMI, Bce orchestrate dalla Germania della Merkel, lo chiameranno il rischio “GREXIT”, il giorno dopo il primo ministro Tsipras annuncerà le dimissioni di Varoufakis, un boccone amaro per salvare il Paese.

Dieci anni dopo la Grecia a livello finanziario è un paese affidabile, sembra una rivincita ma è una beffa, perché ora l’Europa non è più austera, ora spende perché il malato si chiama Germania. L’avessimo fatto 10 anni fa l’Europa oggi sarebbe un continente più forte, indipendente e impermeabile alla tortura dei ricatti commerciali.

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