Il Fisco si rinnova. Da quest'anno l'attività di controllo dell'Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza punterà a effettuare 395 mila verifiche complessive che saranno frutto si una selezione mirata, costruita sui dati. Il Piano integrato di attività e organizzazione (Piao) ha fissato l'obiettivo di 320 mila accertamenti fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate, a cui si aggiungono 75 mila verifiche mirate della Guardia di Finanza.
Al vertice di questa macchina c'è la Sogei, la società informatica del ministero dell’Economia, che incrocia quotidianamente oltre 200 banche dati. Parliamo, per esempio, di dichiarazioni fiscali, conti correnti, spese sostenute, fatture elettroniche, flussi Iva. In sintesi, non si tratta più di "pescare a strascico". L'obiettivo, al contrario, è individuare profili di rischio coerenti, laddove redditi dichiarati e tenore di vita mostrano fratture difficili da spiegare.
Fisco nel tuo conto? "Illegale": la sentenza che cambia tutto
Il Fisco italiano viene bocciato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha messo sotto accusa il modo in c...Come spiega il Corriere della Sera, al centro c'è sempre il sistema degli Isa, gli indicatori sintetici di affidabilità. Si tratta di una sorta di pagella, dove vengono assegnati a ogni partita Iva dei voti: da 0 a 10. Chi ottiene 8 viene considerato affidabile. Che cosa significa? Riceverà meno controlli, accesso a benefici premiali, come l’esonero dal visto di conformità per compensare crediti Iva fino a 70 mila euro. Chi, invece, riceve un punteggio inferiore a 6 accenderà un campanello d'allarme. Non si parla ancora di evasione, ma di una soglia che aumenta drasticamente la probabilità di essere selezionati per un approfondimento. Il sistema, spiegano dall’amministrazione finanziaria, non ragiona in modo cieco: tiene conto del contesto territoriale, del settore, della dimensione dell’attività. Un bar nel centro di Milano non viene valutato come uno in un piccolo comune dell’Appennino.
Importante: ciò che fa scattare i campanelli d'allarme del fisco sono gli squilibri macroscopici. Per esempio, quando ci si trova di fronte a ricavi dichiarati molto bassi a fronte di affitti elevati, personale numeroso, spese incompatibili con il reddito. A quel punto si azione un meccanismo di controllo, che parte da una richiesta di chiarimenti al soggetto in questione. Non conviene però ignorare le comunicazioni: l’assenza di risposta trasforma rapidamente una segnalazione in un accertamento formale, con margini di difesa molto più ristretti.
Volendo, per ridurre il rischio si può optare per il concordato preventivo biennale. In sintesi, il contribuente concorda in anticipo con il Fisco il reddito su cui pagherà le imposte per i due anni successivi. E, allo stesso tempo, ottiene una forte attenuazione dei controlli più invasivi.




