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Berlusconi jr già pronto a fare rotta su Parigi

Il gruppo tv francese M6 chiede di riformare la legge sui media per favorire fusioni e acquisizioni. Cologno Monzese ora scalda i muscoli
di Benedetta Vitettamartedì 27 gennaio 2026
Berlusconi jr già pronto a fare rotta su Parigi

2' di lettura

Archiviato un «2025 straordinario», come dichiarato a fine anno dalla viva voce del numero uno di Mfe-MediaForEurope, Pier Silvio Berlusconi, dopo aver finalmente rilevato la tedesca ProsiebenSat.1 ed aver messo un piede anche nella portoghese Impresa (Mediaset si è messa in pancia il 32,9% delle quote), principale gruppo mediatico privato del Portogallo, il 2026 potrebbe portare altre grandi novità in quel di Cologno Monzese allargando ulteriormente l’espansione internazionale di Mfe-MediaFor Europe, la media company europea a cui il secondogenito dell’ex Premier, Silvio Berlusconi, lavora da diversi anni. E ora sarebbe già pronto alla campagna di Francia. Stando a diverse fonti vicine al dossier, il broadcaster francese M6 assieme al suo secondo azionista CMA CGM (che possiede più del 10% del capitale, ndr) gruppo globale di trasporti marittimi, da tempo stanno spingendo per una riforma delle regole sui media, ferme da decenni. Una mossa che se andasse in porto potrebbe favorire operazioni di fusioni e acquisizioni per aiutare i player francesi dei media a competere con i rivali globali.

In più, le riforme libererebbero i gruppi media d’Oltralpe, consentendo loro di partecipare al processo di consolidamento europeo in atto. Ma per ora le aziende media francesi sono frenate da vincoli regolatori interni che rendono assai complicato competere con i nuovi servizi di streaming, hanno spiegato alla Reuters analisti e fonti del settore. Francois Godard, analista di Enders Analysis, ha dichiarato: «Da 20 anni negli Stati Uniti c’è consolidamento, ma la Francia resta completamente bloccata, pur aprendo le porte a Netflix» ha aggiunto l’esperto. «Il nostro comparto affronta una trasformazione delle abitudini di visione e una concorrenza diretta delle piattaforme a stelle e strisce» ha spiegato al quotidiano francese Le Monde qualche settimana fa, David Larramendy, ceo di M6 Group: «In queste condizioni, mantenere lo status quo con regolamenti pensati 40 anni fa è insostenibile» ha aggiunto. Anche il gruppo tedesco RTL, principale azionista di M6, vuole una modifica dell’attuale legge francese sui media» per i broadcaster d’Oltralpe. «RTL Group resta convinta che il consolidamento del mercato sia necessario per competere con le piattaforme tecnologiche globali – e che il consolidamento avverrà anche in Francia prima o poi», ha detto un portavoce di RTL.

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E tra i potenziali pretendenti c’è proprio Mfe che già, nel 2022, aveva tentato di entrare nel mercato francese tanto che aveva presentato un’offerta per M6. Un’operazione che alla fine non si concluse visto che la controllante RTL tornò indietro sulla vendita del gruppo. Allora l’offerta valorizzava la quota di RTL in M6 a 1,4 miliardi di euro (22 euro per azione). Berlusconi, di recente, ha ribadito il suo interesse per il mercato d’Oltralpe. Tutto si può fare, ma subito dopo la modifica della legge francese sui media.

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