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Superbonus, tremano i furbetti: sì al "doppio sequestro", la sentenza che cambia tutto

venerdì 20 febbraio 2026
Superbonus, tremano i furbetti: sì al "doppio sequestro", la sentenza che cambia tutto

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Tremano i furbetti del Superbonus: su di loro, si allunga inesorabile la possibilità del "doppio sequestro". Di cosa si tratta? Presto detto: la sentenza numero 6532 del 17 febbraio 2026 della Corte di Cassazione conferma la possibilità di un "doppio sequestro" nei casi di frodi legate al Superbonus 110%, rafforzando la linea dura contro i crediti inesistenti e ampliando il raggio d’azione delle misure cautelari anche nei confronti dei terzi cessionari. 

Come riportato da Il Sole 24 Ore, la decisione della seconda sezione penale chiarisce che, in presenza di crediti d’imposta fittizi, il sequestro può colpire non solo i soggetti direttamente coinvolti nella frode, ma anche chi abbia acquistato quei crediti, qualora questi risultino frutto di operazioni inesistenti (da cui, appunto, il "doppio sequestro). 

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La sentenza numero 6532 del 2026 stabilisce che è legittimo procedere al cosiddetto doppio sequestro, ossia vincolare sia i crediti fiscali ancora presenti nel cassetto fiscale sia il denaro ottenuto dalla loro monetizzazione, così da intercettare integralmente il profitto illecito. Il provvedimento si inserisce nel più ampio contesto di monitoraggio dei bonus edilizi, terreno segnato da una normativa complessa e da un elevato numero di contenziosi per truffe e irregolarità. 

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La giurisprudenza, anche recente, ritiene infatti che l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, finalizzate alla creazione di crediti fiscali, integri il fumus del reato di truffa a prescindere dall’effettiva monetizzazione. Con la sentenza in questione, la Cassazione consolida dunque l’orientamento dei tribunali a colpire in modo incisivo il profitto derivante dal Superbonus illecito, ponendo un rischio concreto anche per i terzi acquirenti coinvolti in transazioni fraudolente.

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