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Fisco, partite Iva nel mirino: piano-2026, ecco chi rischia grosso e perché

sabato 21 febbraio 2026
Fisco, partite Iva nel mirino: piano-2026, ecco chi rischia grosso e perché

2' di lettura

Nel mirino del Fisco ci finiscono le partite Iva. Nel 2026 - ormai è cosa nota - sta per partire una raffica di controlli dell'agenzia delle Entrate: oltre 2,4 milioni di lettere in arrivo, primo passo di una strategia che punta soprattutto su autonomi e piccole attività. L’obiettivo è stringere le maglie su un segmento che continua a sfuggire ai radar, nonostante il calo complessivo del tax-gap.

Il quadro emerso nel 2025 è netto: su 17 milioni di posizioni fiscali analizzate, sono stati individuati 200mila evasori totali tra imprese e contribuenti. Di questi, circa 116mila non hanno presentato alcuna dichiarazione pur avendo redditi, mentre 86mila risultano completamente sconosciuti al Fisco, espressione più radicale del sommerso, in alcuni casi neppure censiti anagraficamente. I numeri, illustrati a Telefisco 2026 dal direttore dell’agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone, confermano che l’area più critica resta quella del lavoro autonomo.

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Secondo i dati del Mef e di Bankitalia, le frodi fiscali sono diminuite negli ultimi anni grazie a controlli più mirati e strumenti digitali più sofisticati. Tuttavia l’evasione Irpef dei lavoratori autonomi si mantiene attorno al 67%, segnale di una fragilità strutturale. In termini assoluti, l’Irpef sottratta al gettito dai non dipendenti vale circa 29,5 miliardi l’anno: su 100 euro teoricamente dovuti, quasi 67 non arrivano all’Erario. Ben diversa la situazione del lavoro dipendente, dove la ritenuta alla fonte limita drasticamente gli spazi di irregolarità.

Tra il 2017 e il 2021 il divario tra imposte dovute e incassate si è ridotto di circa 25 miliardi, con progressi soprattutto sull’Iva. Eppure l’Italia resta sopra la media europea, con un gap Iva oltre il 10% delle entrate potenziali contro circa il 5% Ue. Queste i presupposti del cosiddetto piano-2026, le 2,4 milioni di lettere di complianche che stanno per piovere sui contribuenti italiani.

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