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Le startup innovative che accelerano la decarbonizzazione

La società del Cane a sei zampe presenta a Milano i gioielli su cui investe: aziende che mettono il turbo alla transizione
di Luigi Meranovenerdì 19 giugno 2026
Le startup innovative che accelerano la decarbonizzazione

4' di lettura

Eni Next, la società di corporate venture capital di Eni, ha ospitato ieri a Milano — presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia — l'Eni Next Day 2026, una giornata dedicata a riunire le startup in portafoglio, gli investitori, le istituzioni e il mondo accademico per riflettere sul futuro dell'innovazione nel settore energetico. L'evento, aperto dai saluti di Clara Andreoletti, President & CEO di Eni Next, e dal top management di Eni, si è articolato in tre momenti tematici principali. Il primo ha esplorato le tecnologie cosiddette "moonshot": dall'energia da fusione con Commonwealth Fusion System — realtà statunitense di cui Eni Next è azionista dal 2018 — alla robotica umanoide di Generative Bionics, recente ingresso nel portafoglio di Eni Next. Il secondo blocco ha approfondito il tema dei minerali critici, tra sicurezza energetica e innovazione, con la partecipazione di startup in portafoglio e player di settore.

Infine, la giornata si è conclusa con un panel sullo scenario finanziario globale e i nuovi trend che stanno ridisegnando i flussi di capitale, con l'intervento, tra gli altri relatori, di Francesco Gattei, Chief Transition & Financial Officer di Eni. Fondata nel 2018 e con sede a Boston, Eni Next ha come mission quella di valutare e investire in startup che sviluppano tecnologie innovative per ridurre l'impronta carbonica nella produzione energetica, migliorare l'efficienza delle operazioni industriali di Eni e fornire soluzioni digitali all’avanguardia.

L’approccio distintivo si fonda sul principio dell'open innovation, che integra la ricerca interna di Eni con il dinamismo e la flessibilità delle realtà innovative esterne. Eni Next è basata nel dinamico ecosistema di Boston che offre alla Società un immediato accesso alla ricerca avanzata, talenti e tecnologie innovative grazie anche alla partnership strategica con MIT in essere da più di 20 anni. La società mira a stabilire relazioni durature con le startup, combinando investimenti finanziari con integrazione strategica al fine di accelerare il percorso di sviluppo e di commercializzazione delle tecnologie e dei business innovativi proposti e avere un impatto nel percorso di Eni nella decarbonizzazione. I numeri sono importanti. Ad oggi sono stati investiti più di 650 milioni di dollari e delle 23 startup coinvolte 4 (CFS, Form Energy, Pasqal e EnergyX) sono diventate Unicorni, ovvero con una valutazione superiore al miliardo di dollari.

La presenza geografica è globale, con un focus sugli Stati Uniti (50%) e una presenza crescente in Italia (20%) La strategia di investimento è caratterizzata da un orizzonte temporale flessibile, che consente di entrare sia in iniziative in fase iniziale, dove il concetto è ancora in fase di sviluppo, sia in startup più mature che hanno già un prodotto ma necessitano di supporto per scalare. Questo permette a Eni Next di gestire sia la fase di sviluppo tecnologico iniziale e ad alto rischio, sia la fase di scale-up, dove l'attenzione si sposta sull'espansione del mercato e la ricerca di accordi commerciali e partnership strategiche.

Le aree di focus degli investimenti di Eni Next sono concentrate in tre verticali principali, che riflettono il business di Eni e sono tutti intrinsecamente legate al percorso di transizione energetica dell'azienda. L’Enabling Solutions è un settore che riguarda le tecnologie che supportano trasversalmente la transizione energetica, come quelle volte, ad esempio, alla produzione dei minerali critici e allo sviluppo di nuovi materiali o quelle nel campo della robotica avanzata o di soluzioni digitali che ottimizzano i sistemi energetici. Il settore New Energy & Decarbonized Solutions riguarda startup che promuovono progetti di riduzione delle emissioni e efficientamento delle attività di Eni. Le tecnologie di interesse includono la cattura, utilizzo e stoccaggio della CO2, la fusione a confinamento magnetico, soluzioni per la gestione dell'acqua e per la salvaguardia ambientale. Il terzo filone è quello Renewables, Mobility and Low Carbon Products. Le aree chiave comprendono l'economia circolare, l'elettrificazione e le rinnovabili (come eolico e fotovoltaico, inclusi sistemi di stoccaggio energetico), e la mobilità sostenibile con i carburanti a basse emissioni di carbonio.

LE STARTUP
Tra le 23 startup supportate da Eni spicca Commonwealth Fusion System, società per lo sviluppo e l’industrializzazione dell’energia da fusione. Una volta industrializzata, questa tecnologia permetterebbe la generazione di grandi quantità di energia da una reazione senza emissioni e attraverso un processo sicuro, continuo e virtualmente illimitato.

Nel campo dello stoccaggio energetico di lunga durata ci sono Energy Dome, batteria innovativa a CO2 per soluzioni di accumulo energetico a lunga durata su scala industriale; E-Zinc, batterie zinco-aria a lunga durata per applicazioni on-grid/off-grid, Form Energy, batteria innovativa ferro-aria a lunga durata per applicazioni su scala di rete e software proprietario.
Sul fronte dei solari avanzati di nuova generazione si segnalano Cosmos Innovation e Swift Solar che sviluppano moduli fotovoltaici tandem perovskite-su-silicio.

Numerose le società che lavorano sulle tecnologie per la decarbonizzazione: Cool Planet Technologies, che ha sviluppato un processo di cattura di CO2 su larga scala dai gas di scarico industriale; Mantel Capture, che sta sviluppando la prima tecnologia di cattura basata sui sali fusi; Captura, che rimuove l’anidride carbonica dalle acque oceaniche superficiali; EXE Engineering, che ha sviluppato un sistema integrato software-hardware che automatizza e ottimizza la gestione del biogas prodotto in discarica; e Thiozen, che commercializza un processo chimico per addolcimento di gas.

Ci sono poi le startup che si muovono nel Digital & Robotics: da Dronus, che ha sviluppato un sistema brevettato, aereo, di drone-in-a-box per applicazioni industriali a Pasqal, start up francese che sviluppa e commercializza computer quantistici, fino a Radical AI, combinazione di algoritmi avanzati di simulazione per accelerare il processo di scoperta di nuovi materiali, a Generative Bionics, che sta realizzando robot umanoidi per applicazioni in ambito industriale.

Sul fronte dei minerali critici, infine, Eni Next ha investito in tecnologie innovative per l'estrazione e raffinazione tramite Energy X (litio) e Phoenix Tailings (terre rare), mentre la stessa Eni ha di recente investito nella canadese Nouveau Monde Graphite (grafite naturale). Un ecosistema integrato per garantire la diversificazione e la sicurezza degli approvvigionamenti del futuro.