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Fed, segnali di speranza

Obama: ancora tempi duri
di Silvia Tironivenerdì 17 aprile 2009
Fed, segnali di speranza

2' di lettura

Che il futuro americano sarà meno 'nero' di quanto ci si aspettasse qualche tempo fa ne è convinto il prsidente degli Stati Uniti Barack Obama, che torna a parlare di speranza per il domani. "I segni di ripresa economica sono i benvenuti e sono incoraggianti", ha sottolineato il numero uno della Casa Bianca, specificando tuttavia che "questo non vuol dire che i tempi duri siano passati. Il 2009 continueràad essere un anno difficile per l'economia americana. La severità diquesta recessione causerà ulteriori perdite di posti di lavoro,ulteriori pignoramenti, ulteriori dolori". Questo, a detta del presidente americano, non deve tuttavia gettare nello sconforto, perché "barlumi disperanza" nell'economia ci sono. "Non c'é alcun dubbio che i tempisono ancora duri. Non siamo fuori dai guai ancora: ma dal punto in cuisiamo, per la prima volta, iniziamo a vedere barlumi di speranza"spiega Obama che, citando "la parabola della casa costruita sullaroccia e sulla sabbia" (Matteo capitolo 7, versetto 24-29), afferma chel'economia americana non può essere costruita "sulla sabbia. Dobbiamocostruire la nostra casa sulla roccia. Dobbiamo gettare nuovefondamenta per la crescita e la prosperità. Fondamenta che ciporteranno da un'era di spese e prestiti a un'era di risparmi einvestimenti, nella quale consumiamo meno e esportiamo più all'estero".Obama individua cinque pilastri che "faranno crescere la nostraeconomia: nuove regole per Wall Street che premino l'innovazione; nuoviinvestimenti nell'educazione che renderanno la nostra forza lavoro piùpreparata e competitiva; nuovi investimenti in energie rinnovabili etecnologie; nuovi investimenti nell'assistenza sanitaria; e nuovirisparmi nel budget federale così da ridurre il debito per le futuregenerazioni". Grandi sfide - "Siamo di fronte a grandi sfide: serve pazienza", ha quindiavvertito il presidente Usa: l'attualerecessione è stata causata, sottolinea Obama. "dall'irresponsabilità, da scelte sbagliatee dall'esagerato debito delle banche. Ora servono dunque regole più dure per Wall Street, dove ilsistema finanziario è ormai governato da regole vecchie. Ma ci vuoleancora tempo: Tutte le azioni adottate finora per fronteggiare lacrisi sono pezzi dello stesso puzzle: in soli tre mesiabbiamo risposto a una serie di sfide straordinarie con azionistraordinarie, azioni senza precedenti per dimensioni e rapidità". Timido ottimismo della Fed - È convinto invece della solidità delle fondamenta dell'economia statunitense il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, secondo il quale, tuttavia, lastabilizzazione dell'economia non può avvenire senza una ripresa delcredito. Bernanke si è detto comunque «ottimista» sull’economiastatunitense. Il numero uno della Fed ha osservato che «l'attuale crisirappresenta uno degli avvenimenti economici e finanziari più difficilidella storia moderna», ma, continua, «le fondamenta della nostraeconomia sono solide e non esistono problemi che non potremo risolverecon intuito, pazienza e persistenza».