Damasco, 17 set. - (Adnkronos/Aki) - "Nessun dubbio" per Usa, Francia e Gran Bretagna che a usare le armi chimiche il 21 agosto scorso siano state le forze di Bashar Assad. Il rapporto dell'Onu "aggiunge ulteriori prove" alla valutazione degli Stati Uniti secondo cui l'attacco con gas sarin è opera del regime siriano. In una nota della Casa Bianca, il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Susan Rice, ha fatto osservare che solo il regime di Assad "era in grado di montare un attacco genere". Allo stesso modo prima Gran Bretagna ("E' chiara la responsabilità di Assad", ha detto il ministro degli Esteri britannico William Hague) e poi Francia non nutrono dubbi sulle responsabilità. Ma il ministro degli esteri francese Laurent Fabius, in particolar modo, non è riuscito a convincere la sua controparte russa, Sergei Lavrov, che ha incontrato a Mosca oggi. "La quantità di sarin usata, i vettori, le tecniche di questi attacchi, così come altri aspetti, sono tutti elementi che non sembrano lasciare dubbi sul fatto che dietro vi sia il regime", ha affermato Fabius nella conferenza stampa che ha tenuto insieme a Lavrov al termine del loro colloquio. "Chiediamo una valutazione obiettiva ed effettuata da tecnici sugli eventi del 21 agosto. Ci sono basi serie per credere che si sia trattato di una provocazione... ma la verità deve essere stabilita e questo sarà il compito del Consiglio di sicurezza", ha invece affermato Lavrov denunciando come molte delle questioni sollevate da Mosca non abbiano trovato risposta nel rapporto. Altro elemento di disaccordo fra Russia e Francia (insieme a Stati Uniti e Gran Bretagna) ribadito anche oggi è l'eventuale riferimento, in una risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu, all'uso della forza in caso di mancata consegna delle armi chimiche da parte del regime di Assad. Mosca rimane solidamente contraria alla risoluzione "forte" sollecitata da Parigi. Sebbene le Nazioni Unite non abbiano precisato chi sia il responsabile dell'uso di gas sarin in Siria, anche il governo turco non ha dubbi nel ribadire che sia stato il regime di Assad. "La qualità e il metodo nell'uso di sostanze chimiche riportato dal rapporto Onu - ha fatto sapere in una nota il ministero turco degli Esteri - provano senza lasciare spazio a dubbi che la responsabilità di questa azione barbara è del regime". Per Damasco, invece, l'Occidente sta cercando solo di imporre la sua volontà su quella del popolo siriano. "Gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna hanno svelato il loro reale obiettivo, che è quello di imporre la loro volontà sul popolo siriano", ha dichiarato il ministero degli Esteri siriano dopo che la comunità internazionale ha annunciato l'intenzione di chiedere una risoluzione Onu per eliminare le armi chimiche dalla Siria. L'Ue, intanto, ha lanciato un nuovo appello per una rapida risoluzione Onu riguardo alla distruzione delle armi chimiche. "Ho accolto con favore l'accordo fra Stati Uniti e Russia e ripeto il mio appello al Consiglio di Sicurezza dell'Onu - ha dichiarato l'Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri, Catherine Ashton - perché si assuma le sue responsabilità, trovando rapidamente il consenso su una risoluzione che autorizzerà il processo" di consegna e distruzione delle armi chimiche. Ricordando a tutti "che le armi chimiche sono un crimine contro l'umanità e ne va condannato l'uso e impedito il riuso", il ministro della Difesa Mario Mauro, intervenuto ad Agorà, su RaiTre, ha affermato che l'Italia "deve continuare a far sentire la propria voce, che nel Mediterraneo è importante". Quanto all'abbattimento dell'elicottero siriano da parte turca, il ministro fa osservare che il fatto "impone seri interrogativi: forse non si vuole che ci si metta intorno a un tavolo per trovare la soluzione più adeguata". Sull'elicottero abbattuto, l'opinione di Damasco è che la reazione "affrettata" dimostra "le reali intenzioni del governo" di Recep Tayyip Erdogan verso la Siria, con cui sta cercando di scatenare "un'escalation al confine". Secondo la nota delle forze armate siriane, citata dall'agenzia d'informazione 'Sana', l'elicottero colpito stava svolgendo una missione con l'obiettivo di verificare "l'infiltrazione di terroristi attraverso il confine turco, nell'area di al-Younesieh, vicino alla città di Bidama, nella periferia di Latakia". Nel comunicato è precisato quindi che l'elicottero è entrato "per errore" nello spazio aereo turco per un breve tratto e che è poi ne è uscito "dopo aver ricevuto gli ordini". Mentre tornava indietro l'elicottereo "è stato attaccato dall'aviazione turca e abbattuto in territorio siriano". Secondo il vice premier turco, Bulent Arinc, l'elicottero militare siriano aveva violato lo spazio aereo turco nei pressi di Guvecci, villaggio sul confine turco-siriano, nel distretto Yayladagi della provincia di Hatay. La violazione è avvenuta intorno alle 16 ora locale. Poco dopo, alcuni jet turchi sono partiti dalla base di Malatya, hanno raggiunto l'elicottero e lo hanno abbattuto. Arinc ha spiegato che il velivolo si era addentato di due chilometri in territorio turco e sarebbe stato "più volte avvertito prima di essere abbattuto dai missili sparati dai jet turchi".




