Kuwait City, 23 set. - (Adnkronos/Aki) - Un matrimonio a fini cinematografici, ovvero celebrato sul set, e' da considerarsi valido anche fuori dagli studi e nella vita reale. E' quanto ha affermato il predicatore kuwaitiano Mubarak al-Bathali, che, in una fatwa, ha ricordato il detto del profeta Maometto secondo cui non si puo' scherzare a proposito di matrimonio, divorzio e della liberazione di uno schiavo. Per lo stesso motivo, ha detto il predicatore, una donna sposata non puo' ri-sposarsi sul set per esigenze televisive o cinematografiche. "Se un'attrice e' sposata e si sposa durante uno show, commette un grande peccato. Lei e il suo vero marito devono fare chiarezza su questa grave questione", ha detto al-Bathali. La fatwa ha creato scalpore nel mondo della cultura e dell'intrattenimento del Golfo. L'attore kuwaitiano Abdul Imam Abdullah, ad esempio, ha detto che "la scrittura di un contratto rende ufficiale un matrimonio, mentre una scena di nozze (in televisione) non e' altro che una rappresentazione della realta"'. Sulla stessa linea lo sceneggiatore kuwaitiano Abd Al-Aziz Al-Hashash, che approfondisce il ragionamento del predicatore: "Se un attore interpreta una scena nella quale desidera la morte di un suo collega, e' il suo desiderio reale? E per questo ne deve rispondere in Tribunale?". L'attrice kuwaitiana Fatma al-Abdullah si difende: "Facciamo arte. Recito una parte che non mi rappresenta, che appartiene a una famiglia che non e' la mia. Queste sentenze non sono altro che un tentativo di limitare il ruolo degli artisti e dei creativi nei Paesi del Golfo e nel mondo arabo, facendo rivoltare la popolazione contro di loro".




