Washington, 15 ott. (Adnkronos) - Dopo convulsi negoziati il Senato americano è vicino ad un accordo per ricacciare lo spettro del default, ma rimane l'incognita della Camera, dove è più forte la componente del Tea Party artefice della linea dura e del muro contro muro. La paura è che i due giorni che mancano alla scadenza del 17 ottobre, vale a dire giovedì prossimo, quando, il dipartimento del Tesoro non avrà abbastanza liquidi per far fronte a tutti i suoi obblighi finanziari in assenza di un aumento del tetto del debito, non siano sufficienti a completare l'iter legislativo, tra le due Camere, della misura negoziata al Senato. L'accordo prevede di estendere la facoltà del Tesoro di contrarre nuovi debiti fino al 7 febbraio prossimo, mettere fine allo shutdown, arrivato oggi al suo 15esimo giorno, garantendo il finanziamento del governo fino al 15 gennaio. La data non è stata scelta a caso, ma sembra destinata a provocare l'ennismo psicodramma a Washington, dal momento che il 15 gennaio dovrebbe scattare il nuovo round di tagli alla spesa pubblica previsti dal sequester, in tutto 20 miliardi di dollari spalmanti su tutte le agenzie federali, soprattutto il Pentagono. Alla fine i repubblicani porterebbero un magro bottino sul fronte dell'Obamacare, l'obiettivo contro il quale hanno scatenato tutta questa guerra, soltando un maggiore controllo dei redditi dei cittadini che partecipano agli exchanges, la borsa online che permetterà di avere i sussidi federali per l'assicurazione sanitaria. (segue)




