Beirut, 19 ott. - (Adnkronos/Aki) - Sono stati liberati i nove sciiti libanesi rapiti nella provincia di Aleppo, in Siria, nel maggio dello scorso anno mentre erano di ritorno in Libano da un pellegrinaggio in Iran. Lo ha confermato al giornale di Beirut The Daily Star il ministro libanese dell'Interno, Marwan Charbel. "Gli ostaggi (libanesi) sono stati rilasciati e sono in viaggio verso la Turchia", ha detto il ministro del governo dimissionario di Najib Miqati. Fonti della sicurezza libanese hanno assicurato al giornale che i nove sciiti sono "in mani turche". Il generale Abbad Ibrahim - capo della Sicurezza Generale libanese incaricato di seguire la vicenda - ha detto alla tv al-Manar, emittente del movimento sciita Hezbollah, che i nove sono in "mani sicure". Ibrahim si e' recato piu' volte negli ultimi giorni a Damasco e Ankara per negoziare. I rapitori, ricorda The Daily Star, hanno chiesto la liberazione di alcuni siriani rinchiusi nelle prigioni del regime di Damasco in cambio del rilascio dei nove: in particolare a inizio anno e' stata chiesta la scarcerazione di 127 detenute. Secondo Charbel, la "consegna avverra' in Turchia e potrebbe richiedere 24 ore". Nelle ultime ore il Qatar ha annunciato di essere intervenuto per facilitare il rilascio dei nove libanesi. La loro liberazione potrebbe essere un segnale positivo per la vicenda dei due turchi della Tukish Airlines, il pilota Murat Akpinar e il copilota Murat Agca, rapiti a Beirut ad agosto da un gruppo sciita poco conosciuto 'Zuwwar Imam Ali al-Rida' (letteralmente 'Pellegrini dell'Imam Ali al-Rida), che in cambio della loro liberazione ha chiesto il rilascio dei nove sciiti libanesi. I due turchi sono apparsi nei giorni scorsi in un video diffuso dalla tv libanese Lbci, in cui hanno affermato che stanno bene. Nelle ultime ore il capo della diplomazia turca, Ahmet Davutoglu, in dichiarazioni a una tv locale ha affermato che "si stanno registrando sviluppi molto favorevoli riguardo la vicenda dei due piloti turchi" e ha aggiunto che potrebbero essere liberati "nel giro di qualche ora o giorno".




