Parigi, 19 ott. (Adnkronos/Ign) - Non ci sono "stati errori nell'espulsione" dalla Francia di Leonarda Dibrani, ma "se lei farà domanda e nel contesto della sua carriera scolastica, un accoglienza le sarà riservata, ma solo a lei". Così Francois Hollande spera di poter mettere la parola fine, in modo salomonico, alla vicenda di Leonarda, dopo la pubblicazione del rapporto dell'inchiesta interna che, come ha sottolineato anche Hollande, è stata caratterizzata da "una mancanza di discernimento" da parte degli agenti che hanno arrestato la ragazza durante una gita scolastica. "La legge deve essere rispettata ed applicata per tutti" ha evidenziato il presidente francese. Hollande ha anche detto che, come conseguenza di questa vicenda, ha deciso di dare indicazioni ai prefetti affinchè "proibiscano" di avviare le procedure di espulsione durante l'orario scolastico. A brevissimo giro di posta arriva la replica della ragazza 15enne kosovara, espulsa con la sua famiglia e per la quale si sono mobilitati gli studenti di Francia, che afferma di non voler tornare senza la sua famiglia. "Il presidente non ha cuore, non ha capito la situazione". Dai risultati di una inchiesta interna decisa dopo l'ondata di polemiche e proteste per la deportazione della ragazza, risulta che l'espulsione di Leonarda è stata conforme ai regolamenti in vigore. Ma le forze dell'ordine non hanno mostrato "il discernimento necessario" andando a prelevare la ragazza mentre era in gita scolastica. Il rapporto è stato consegnato al ministro dell'Interno, Manuel Valls, finito al centro della bufera, al presidente Hollande e al premier Jean-Marc Ayrault. Ed è stato messo online per la consultazione pubblica. Intanto, secondo un sondaggio Bva per Le Parisien, la maggioranza dei francesi è contraria al rientro in Francia della 15enne kosovara e della sua famiglia. Il 65%, vale a dire due francesi su tre, non partecipano all'ondata di sdegno e di proteste che ha portato gli studenti in piazza. E solo il 46% degli intervistati si dice scioccato per le modalità dell'arresto della 15enne. Ma una percentuale ancora più alta, il 74%, appoggia il comportamento del ministro dell'Interno, Manuel Valls, in questi giorni duramente attaccato da molti colleghi del partito socialista.




