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Conte su Libia: "Né a favore di Haftar né di Serraj"

AdnKronos
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Pechino, 26 apr. (Adnkronos) - "Non siamo né a favore di Haftar né a favore di Serraj, ma a favore del popolo libico". E' quanto ha detto il premier Conte in merito alla posizione dell'Italia sulla Libia. "Riteniamo che il popolo libico stia aspettando da troppo tempo, che abbia il diritto di vivere in pace" sottolinea. Il premier ha parlato da Pechino, dove si trova da stamattina per partecipare al secondo Forum sulla via della Seta, in cui sono presenti 37 tra capi di Stato e di governo, oltre a funzionari di un centinaio di Paesi. "Riteniamo che il popolo libico stia aspettando da troppo tempo, che abbia il diritto di vivere in pace" sottolinea. "La nostra posizione si sta rivelando la  più lungimirante alla luce della concreta evoluzione dello scenario libico: non è con l'opzione militare che si può stabilizzare la Libia". In realtà, ha tenuto a precisare il premier, riferendo della telefonata, avuta oggi con il capo del governo di accordo nazionale Fayez Serraj, "non sostengo un singolo attore sullo scenario libico: l'Italia, il governo, mira a ottenere la stabilizzazione del Paese e riteniamo che per raggiungere questo risultato l'opzione militare non è assolutamente affidabile". Secondo Conte, "l'intenzione di Haftar, appoggiata da alcuni Paesi, di unificare il territorio libico, di unificare l'esercito, le forze di sicurezza, può anche avere una logica ispiratrice, una sua plausibilità, ma di fatto la nostra posizione si sta rivelando lungimirante alla luce della concreta evoluzione dello scenario libico: non è con l'opzione militare che si può stabilizzare la Libia". Per questo, è l'appello del premier, "invito tutti i leader europei, mediorientali e gli Stati Uniti a considerare che dobbiamo lavorare a una soluzione politica che non può che passare da un cessate il fuoco, che deve essere immediato, auspichiamo che avvenga subito, perché se si dovesse protrarre questo scenario di conflitto armato la soluzione politica rischia di allontanarsi, perché la violenza genera violenza, rancore risentimento e più si protrae e più si allontana e diventa difficile recuperare la soluzione politica".  Politica internazionale, ma anche questioni economiche al centro del discorso di Conte. L'Italia è "ben attenta che non ci siano iniziative predatorie", precisa, "soprattutto in alcuni settori, si parla tanto di 5G", precisando poi di aver "parlato in termini astratti, non volevo imputarle alle aziende cinesi, iniziative predatorie possono venire da qualsiasi altro Paese"."Quando andiamo  a concludere qualche iniziativa che può avere risvolti politici - ha spiegato ai giornalisti - lo facciamo adottando cautele e abbiamo adottato la cautela di rafforzare il golden power, ma questo riguarda le iniziative cinesi ma di qualsiasi altra azienda che dovesse operare in queste infrastrutture, non perché ci siano rischi concreti, ma per evitare il rischio potenziale e per proteggere il nostro sistema strategico". "La mia visita in Cina sarà anche l'occasione per riprendere il fruttuoso dialogo avviato a Roma con il Presidente Xi Jinping sui numerosi temi di comune interesse", ha scritto in un tweet Conte. Nel sottolineare più volte come quello tra Italia e Cina sia "un rapporto strategico", il premier ha chiarito che, "soprattutto in un settore così caratterizzato da una sofisticata tecnologia come il 5G, siamo ben attenti che siano assicurati standard di sicurezza massima di protezione dei dati". "Anche io  - ha sottolineato - come responsabile del governo ho il dovere e l'assoluta premura di tutelare la protezione dei dati, i livelli di sicurezza delle nostre infrastrutture strategiche". Ma, "al di là di questo - ha sostenuto Conte - guardiamo a questo rapporto con la Cina come a una grande opportunità per tutti". Per il premier, il Forum sarà l'occasione per ribadire, come già evidenziato a Roma in occasione della visita del presidente Xi Jinping, che l'Italia ha interesse a collaborare con la Belt and road initiative, come con le altre iniziative di connettività. Questo nella convinzione che la Bri rappresenti un'opportunità per lo sviluppo dei nostri porti, occasioni per le nostre imprese di partecipare ai grandi progetti di connettività lungo le Vie della Seta e un maggior accesso al mercato cinese, anche degli appalti, per i nostri operatori. Sarà anche l'occasione, però, per ribadire con forza da parte italiana, dopo le polemiche seguite alla firma del memorandum d'intesa con la Cina in particolare da parte americana ma anche di alcuni partner europei, che la connettività deve svilupparsi lungo principi irrinunciabili per l'Italia: trasparenza, reciprocità, sostenibilità ambientale ed economico-finanziaria, level playing field: gli stessi principi chiaramente enunciati nella strategia Ue sulla connettività euro-asiatica e riflessi in modo esplicito nel documento firmato a fine marzo. Nel corso della missione a Pechino, domani Conte vedrà Xi e domenica il premier cinese Li Keqiang. In occasione della cena offerta dal presidente cinese Xi Jinping c'è stato un breve colloquio tra Conte e il presidente russo Vladimir Putin. A quanto si apprende, Conte e Putin si sono salutati e hanno avuto un breve scambio di battute nella sede dell'Assemblea nazionale del popolo, dove si svolge la cena di gala. Il presidente del Consiglio, al tavolo, è seduto a fianco al premier cinese Li Keqiang.

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