Vladimir Putin oltre che in Europa, dove sta cercando di ridisegnare i confini dell'Ucraina e riscrearsi una zona di influenza stile guerra fredda, vuole cercare di mettere le mani anche sul sistema d'informazione dei propri cittadini, mettendo a tacere i cinguettii di uno dei social network più famosi al mondo: Twitter. Le nuove leggi sull'informazione online approvate dalla Duma lo scorso 23 aprile, tra cui quella sul anti-terrorismo che prevede che tutte le comunicazioni via Internet debbano essere conservate per un periodo minimo di sei mesi in server installati all'interno della Federazione, potrebbero portare allo spegnimento del social. Una minaccia aconcreta - Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Adnkronos il numero due dell'agenzia di supervisione dei media russi Roskomnadzor Maksim Ksenzov avrebbe confermato nel corso di un'intervista che l'oscuramento del servizio di microblogging è "quasi inevitabile" perché le richieste delle autorità russe "continuano a rimanere senza risposta". La Russia vorrebbe maggiore collaborazione da parte dei gestori del social. Tra le richieste russe, e come ha affermato Ksenzov, ci sono la reperibilità degli account non rintracciabili, le violazioni delle norme per la protezione dei dati personali e le richieste di censurare i contenuti giudicati estremisti. In altre parole, censurare quelle persone che vanno contro il governo. In sostanza viene chiesto a Twitter di rendersi complice del capillare lavoro di censura promosso dallo Stato, cosa che non sta facendo tenendo "una posizione non costruttiva". Poi Ksenzov aggiunge: "Potremmo bloccare, per pochi minuti, Twitter o Facebook in Russia, anche domani". Infatti, secondo la nuova normativa la procura generale può chiedere la chiusura di siti web, inclusi i social network, senza bisogno di un consenso di un giudice.




