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Alaska Airlines, addetto ai bagagli ruba un jet e si schianta su un'isola: il suicidio scuote il mondo

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Ruba un jet dell'Alaska Airlines, entra nella cabina di pilotaggio e vola per 30 miglia fino a schiantarsi su un'isola remota. Richard Russell, 29 anni e addetto ai bagagli all'aeroporto di Seattle, aveva una maglietta con su scritto "The Sky's No Limit" quando ha deciso di togliersi la vita. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso il momento in cui l'uomo attraversa la pista per raggiungere il velivolo. Il fatto risale ad agosto 2018.

 

 

 

Dopo essersi accorti di quello che era successo, gli agenti del traffico aereo - come riporta il Seattle Times - avrebbero cercato di entrare in contatto con il jet rubato ma non avrebbero mai ricevuto risposta. Russell, entrato in contatto con la torre di controllo, avrebbe detto: "Sto per decollare. Sarà pazzesco. Ehi, mi sono trovato in una situazione difficile. Sono nell'aria in questo momento. E voglio solo volare". A quel punto, mentre era su Washington, i controllori del traffico aereo lo avrebbero implorato di fare un atterraggio sicuro.

 

 

 

Di fronte alle richieste disperate della torre di controllo, però, il 29enne avrebbe continuato a fare delle battute inquietanti: "Pensate che se faccio un buon atterraggio in Alaska mi daranno un lavoro come pilota?". Infine avrebbe detto di essere un "ragazzo distrutto", prima di schiantarsi su un'isola remota a 30 miglia da Seattle. Morì circa 90 minuti dopo il decollo.

 

 

 

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