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Ucraina, "esplosione nucleare controllata": follia russa a Zaporizhzhia

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Escalation dietro l'angolo tra Russia e Ucraina, dove nuovamente si tira in ballo l'atomica. Succede nella centrale di Zaporizhzhia, dove - secondo Kiev - il Cremlino potrebbe avviare "un'esplosione nucleare controllata". Tradotto: una qualsiasi reazione nucleare all’interno di un reattore civile. Per Volodymyr Zelensky esiste "una seria minaccia" perché il nemico sarebbe "tecnicamente pronto a provocare un'esplosione locale all'impianto, che potrebbe portare al rilascio di sostanze pericolose nell'aria. Lo comunichiamo molto chiaramente. Noi stiamo discutendo di tutto questo con i nostri partner in modo che tutti capiscano perché la Russia lo sta facendo e faccia pressione politicamente sulla Federazione in modo che non pensino nemmeno a una cosa del genere".

 

 

Più nel dettaglio, una centrale nucleare è di fatto una tecnologia per eliminare il pericolo che le radiazioni causate dalla rottura dell’atomo - solitamente dell’uranio arricchito - possano causare danni all’esterno. Eppure il problema che i russi conoscono bene è che un’esplosione di una centrale atomica potrebbe causare perdite di radioattività. E i rischi dovrebbero preoccupare anche Mosca, visto che le condizioni metereologiche, prevedibili solo parzialmente, potrebbero anche portare la nube radioattiva verso i russi.

 

 

Al momento l'unica certezza è che i russi continuano a occupare l'impianto. "La centrale di Zaporizhzhia - si legge sul Corriere della Sera - è il più grande impianto atomico europeo e grazie a sei reattori forniva prima della guerra all’incirca metà del fabbisogno elettrico dell’intera ucraina". Per questo fermare il funzionamento della centrale vuole dire mettere al buio metà del Paese aggredito dalla Russia nel 2022. Motivo per cui l'occupazione è avvenuta già nelle prime fasi del conflitto. 

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