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Israele denunciata all'Aja? Ecco chi è la "fonte": ora tutto torna

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Carlo Nicolato
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«Apartheid». È una delle due principali accuse che sono state presentate contro Israele al tribunale dell’Aja, e che quest’ultimo ha accolto, insieme a quella di «genocidio». E non è certo una coincidenza che sia stato proprio il Sudafrica a farsene latore, Paese che ha conosciuto sulla sua pelle la vera segregazione razziale. Il problema è che tali accuse sono state costruite sulla base di dichiarazioni o presunte prove raccolte da agenzie e Ong, finanziate dall’Occidente, coinvolte a vario titolo nel conflitto israelo-palestinese. Nei giorni scorsi si è scoperto che almeno 12 dipendenti dell’Unrwa, di cui 7 insegnanti, hanno partecipato direttamente all’attacco del 7 ottobre, mentre il 10% di tutti i dipendenti dell’agenzia dell’Onu (1200 persone) hanno rapporti con i terroristi di Hamas. Ebbene 13 note a piè di pagina della petizione del Sudafrica presentata alla Corte internazionale di Giustizia citano l'Unrwa a sostegno della sua affermazione secondo cui lo Stato ebraico sta conducendo un genocidio contro i palestinesi. Ma l’Unrwa non è certo la sola.

Come ha fatto notare NGO Monitor di Gerusalemme, istituto di ricerca che si occupa proprio di Ong, nella documentazione si contano non meno di 45 riferimenti a pubblicazioni di Organizzazioni non governative con legami diretti al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), come Hamas considerato organizzazione terroristica da tutti i Paesi occidentali. L’operazione è talmente sfacciata che alcuni membri del consiglio di amministrazione di questi gruppi hanno incredibilmente anche fatto parte della delegazione sudafricana alle udienze di metà gennaio e hanno contribuito a preparare il caso del Sudafrica, senza che all’Aja fosse avanzata alcuna riserva. Tra i riferimenti contenuti nella petizione c’è ad esempio un rapporto intitolato “IsraelApartheid. Strumento del colonialismo dei coloni sionisti” redatto al-Haq, una Ong palestinese, con sede a Ramallah, dal 2021 inserita da Israele nella lista delle organizzazioni terroristiche in quanto si è scoperto essere parte di una rete che opera per conto del FPLP.

 

 

 

Le accuse documentate dello Stato ebraico hanno convinto la Ue a sospendere dallo stesso anno i finanziamenti ad al-Haq co me ad altre 4 organizzazioni palestinesi incluse nella lista. Eppure il direttore di Al-Haq Shawan Jabarin era egli stesso uno dei membri della delegazione del Sud Africa all’Aja. Tale personaggio è stato descritto dalla Corte Suprema israeliana come un «Dottor Jekyll e Mister Hyde, che a volte agisce come amministratore delegato di un'organizzazione per i diritti umani, e altre volte come un attivista in un’organizzazione terroristica». Ma ai vertici della stessa organizzazione c’è anche Ziad Hmaidan, è il capo dell’unità di formazione e rafforzamento delle capacità del gruppo. Il 10 ottobre tale signore, che si occupa tra le altre cose del «monitoraggio e documentazione delle violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di occupazione israeliane e dall'ANP» (fonte Linkedin), ha celebrato gli attacchi di Hamas scrivendo su Facebook: «È scritto nell’Hadith: “Devi condurre la jihad”. La migliore jihad è prepararsi alla guerra, ed è meglio prepararsi alla guerra ad Ashkelon». Il documento di al-Haq a cui si fa riferimento è stato pubblicato dall’Ong nel novembre del 2022 ed è nato con il preciso scopo di influenzare la Corte penale internazionale, la Commissione d'inchiesta permanente del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e fare pressione su Stati terzi affinché applichino sanzioni contro Israele, proprio come si fece per il Sudafrica.

 

 

 

Il rapporto presentato da Pretoria all’Aja cita anche testimonianze di organizzazioni internazionali, tra le quali quella di Mahmoud Abu Nujaila di Medici Senza Frontiere. Il NGO Monitor fa sapere che da qualche anno il dottor Nujaila ha diretto anche il gruppo sanitario del FPLP a Gaza, la Democratic Health Association, e ha sostenuto apertamente il terrorismo, come quando un paio di anni fa ha glorificato l’anniversario dell’assassinio, avvenuto nel 2001, di Rehavam Ze’evi, ministro del turismo israeliano. Sembra tuttavia che il dottor Nujaila sia disgraziatamente rimasto ucciso in un attacco aereo israeliano contro l’ospedale al-Awda nel nord di Gaza. 

 

 

 

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