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Nuova guerra del gas: Gazprom contro la Bielorussia

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Il presidente Lukashenko chiede 260 milioni per le concessioni. La Gazprom tagli i flussi del 70%

Roberto Amaglio
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Tornato il sereno tra la Russia e l'Ucraina dopo le crisi tra il 2006 e il 2008, si torna a parlare di "guerra del gas" nell'Europa orientale. Questa volta a minacciare la chiusura dei rubinetti è la Bielorussia, a sua volta attraversata dai tubi della Gazprom, il colosso russo maggiore estrattore di gas al mondo. A dare il là al confronto era stato nella serata di lunedì il presidente bielorusso Alexandr Lukashenko, il quale ha annunciato all'emittente televisiva di Minsk l'interruzione delle forniture di gas verso l'Europa finché il colosso russo Gazprom non pagherà i diritti per il transito del suo gas dai tubi bielorussi. "Finchè non pagheranno il dovuto per sei mesi non ci sarà transito di gas". Nel dettaglio, la Bielorussia reclama 260 milioni di dollari da Mosca, mentre quest'ultima sostiene che Minsk le deve 200 milioni di dollari per il gas consumato. Una forbice tra domanda e offerta (anzi, tra le due domande) di 460 milioni di dollari, per cui sarà davvero difficile arrivare a breve a una soluzione condivisa. Proprio per questo, da ieri Gazprom ha cominciato a ridurre il flusso e minaccia di assottigliarlo ulteriormente, anche se già ora si è al 30% rispetto al solito. Una bella gatta da pelare soprattutto per Lituania, Polonia e Germania, i cui approvvigionamenti di gas transitano proprio dalla Bielorussia, così come il 20% dell'export russo verso l'Europa. Rassicurazioni Farnesina – L'Italia, però, sembra essere al sicuro da questa nuova “guerra del gas”. La Farnesina, infatti, fa sapere che la controversia sul gas tra Gazprom e Bielorussia "non incide nella maniera più assoluta" sulle forniture in Italia. Lo ha ribadito il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, durante il briefing con i giornalisti al ministero degli Esteri. Infatti, come molti ricorderanno dal 2008, il gas russo diretto in Italia transita soprattutto attraverso l'Ucraina.

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