Caro direttore, è del tutto ovvio che il rapimento manu militari di Maduro, con la conseguente gestione statunitense del Venezuela, sia una grave violazione del "diritto internazionale". È sorprendente, invece, che nessuno ricordi quanto avvenne il 3 gennaio 1938. Quella notte, com'è ben noto, Franklin Delano Roosevelt dette ordine alla marina americana, sostenuta dalle forze speciali dei marines, di rapire Benito Mussolini, di deportarlo negli Stati Uniti e di prendere il controllo dell'Italia.
Il duce nella mattinata avrebbe celebrato il suo storico discorso del 3 gennaio 1925, con il quale aveva instaurato la dittatura, poi sarebbe andato in Germania per concordare nei dettagli il Patto d'Acciaio che avrebbe stretto con Adolf Hitler. Alle 4,20 di notte un gruppo ben addestrato di marines penetrò a Villa Torlonia, incontrando pochissima resistenza da parte dei Moschettieri del Duce, caricò il dittatore su un’auto che raggiunse rapidamente Ostia e da lì un naviglio veloce lo portò al sommergibile USS Pike, in navigazione al largo.
Mussolini ricomparve due settimane dopo al tribunale di New York per essere processato: la motivazione ufficiale era l’aggressione all’Etiopia, avvenuta tre anni prima, ma fu subito chiaro che si voleva eliminare un potenziale alleato di Hitler e assicurarsi il controllo del Mediterraneo, insieme a Francia e Gran Bretagna, oltre che impossessarsi del petrolio libico, che gli esperti americani avevano individuato ma che i mezzi tecnici a disposizione di Italo Balbo non erano capaci di estrarre, a causa della profondità dei giacimenti.
A Balbo - notoriamente unico gerarca filoamericano, antitedesco e molto popolare negli Stati Uniti – venne affidata la guida del nuovo governo italiano, con forze monarchiche e liberali. Tutto l’apparato del regime fascista si era rapidamente dissolto, gran parte dell’esercito venne schierato al Brennero, insieme a forze americane, per evitare reazioni di Hitler. La conseguenza più immediata fu la rapida cessazione della guerra civile spagnola, con Francisco Franco – privato degli aiuti militari italiani – costretto a trovare un accordo con i repubblicani. Hitler, privo di un alleato strategico e preoccupato per l’interventismo americano, dovette rinviare al 1° settembre 1942 il previsto attacco alla Polonia.
Nella Seconda Guerra Mondiale (1942-1946) l’Italia fu fra le potenze vincitrici. Perse l’Etiopia, tornata indipendente, ma mantenne il possesso della Libia, sia pure controllata dalle compagnie petrolifere americane, e ottenne le colonie dell’Africa Orientale Tedesca, Ruanda, Burundi e Tanganica.
Soprattutto, oltre a evitare l’alleanza con Hitler, il colpo di mano americano del 3 gennaio 1938 evitò all’Italia la straziante guerra civile che, secondo quasi tutti gli analisti e gli storici, si sarebbe scatenata tra fascisti e antifascisti.
Benito Mussolini morì nel suo letto il 28 aprile 1958, in una residenza vigilata del Montana, dopo avere ricevuto la grazia, cinque anni prima, dal presidente Dwight Eisenhover. Naturalmente, caro direttore, la storia ci insegna che sarebbe errato fare paragoni troppo stretti fra episodi avvenuti a decenni e migliaia di chilometri di distanza, e Trump non è di certo Roosevelt, mala storia ci insegna anche che non tutte le violazioni internazionali, per quanto condannabili, vengono per nuocere.
Con molti cordiali auguri di buon anno e di buon lavoro.




