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Crans-Montana, errori e mancanze scellerate. Ma nessuno si dimette

Dopo le ultime scoperte, quelle che riguardano l'uscita di sicurezza e il sistema antincendio de "Le Constellation", è giusto pretende che chiunque abbia avuto un ruolo di responsabilità in città si faccia da parte
di Pietro Senaldimercoledì 7 gennaio 2026
Crans-Montana, errori e mancanze scellerate. Ma nessuno si dimette

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Il termine tecnico è copinage, un misto di clientelismo, favoritismo e imbrogli. Succede quando una mano sporca l’altra. La Svizzera ha ventisei cantoni. Quello cosiddetto “d’origine”, che è ereditario o d’elezione, è più importante sia di quello di nascita sia di quello di residenza, a riprova di come ciascuno di essi abbia caratteristiche uniche. Il tratto distintivo del Vallese, il cantone di Crans Montana, è appunto il copinage. La Confederazione è celebre al mondo come la terra dove la precisione è una divisa che non si dismette mai, le regole sono rigide e la loro osservanza è una religione. Nel Vallese, dove gli spazi sono più aperti ed esposti al sole, le relazioni sono viceversa più familistiche. Le cose si aggiustano in maniera spiccia; guai a dire in stile mafioso, qualcuno potrebbe offendersi.
Le due notizie rimbalzate ieri dalla località turistica della strage sono emblematiche. I giornalisti Rai sono stati aggrediti perché inquadravano uno dei locali dei proprietari de “La Constellation”. Prima sono scesi tre uomini da una macchina, insultando loro e gli italiani in genere e spintonandoli; quindi è sopraggiunta un’altra squadraccia a sostegno. Metodi intimidatori da organizzazione para-delinquenziale. Tutta gente riferibile al clan dei Moretti, la coppia corsa indagata per omicidio, lesioni e incendio.

Ancora più esecrabile, se possibile, in quanto proviene dalle istituzioni, è il comportamento del sindaco di Crans. Ha fatto sapere che “Le Constallation” non riceveva controlli da cinque anni, come fosse un elemento di giustificazione per lui e il municipio anziché un aggravio di colpa. Poi è tornato a dire che non ritiene di doversi dimettere, mentre sarebbe la sola cosa che dovrebbe fare. Si è pure permesso di rispondere male all’ambasciatore italiano, Gian Lorenzo Cornado, che ha definito «evitabile» la strage, denunciando la mancanza di misure di sicurezza adeguate. «È un’opinione sua», ha commentato il primo cittadino svizzero, quando invece si tratta di una semplice constatazione. Il fatto che nel 2025 a Crans, una cittadina di diecimila abitanti, ci siano stati 1.400 controlli anti-incendio ma nessuno sia avvenuto a “Le Constellation”, che è uno dei locali più noti e centrali della località turistica, non può non dare adito a sospetti. Significa che in tanti sapevano e non si è voluto controllare per non mettere la propria firma su un via libera che forse non poteva non essere dato. «Non c’è stata alcuna corruzione», si è difeso il sindaco. Gli crediamo. Il sospetto però che non vi sia stata perché non serviva, come se qualcuno fosse necessariamente sopra le regole, si fa più forte ogni qualvolta si approfondisce l’accaduto. Saranno i magistrati a dirci se il copinage ha deragliato nel reato.

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Di certo per ora sappiamo che le vie di fuga sono state ristrette per aumentare il guadagno, l’uscita di sicurezza era chiusa a chiave per evitare che qualcuno entrasse senza pagare, erano state chieste da anni modifiche al sistema antincendio de “Le Constellation” ma non sono mai state fatte e c’erano dei buttafuori al piano di sopra, uno dei quali è morto perché è sceso nel tentativo di salvare i ragazzi, ma nessun addetto alla sicurezza al piano inferiore. Perché la sicurezza costa ma non rende. Sappiamo anche che chi fa notare queste cose viene preso a male parole dagli scherani dei Moretti e non viene difeso dall’amministrazione comunale. Ne sappiamo abbastanza per pretendere che chiunque abbia avuto un ruolo di responsabilità in città si faccia da parte. Quanto ai Moretti, il fatto che si eserciti violenza verso chi ne vuol sapere di più su di loro e i loro affari ci dà una fotografia di Crans diversa da quella che ci rimandano le cartoline che la ritraggono avvolta di candida neve o lussureggiante quando è illuminata dal sole estivo.