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OPINIONE

Trentini liberato, sinistra ammutolita

di Mario Sechimartedì 13 gennaio 2026
Trentini liberato, sinistra ammutolita

1' di lettura

La distanza tra la realtà e le presunte classi colte diventa abissale quando bisogna riconoscere qualche nota di merito a Donald Trump e a Giorgia Meloni. Basta nominarli e il circoletto progressista (politici, pennivendoli, cinematografari, filosofi della posta del cuore e sommelier) scatta come un lupo mannaro. Nel caso del blitz americano, dell’arresto di Maduro e della successiva liberazione dei detenuti italiani, il fastidio fisico e metafisico è stato risolto non citando né Donald né Giorgia. Silenzio totale.

Dopo il rilascio di Trentini, il ringhio delle sinistre idrofobe è diventato uno sbrigativo e rassicurante «grazie a tutti». Compagni, perdonate la curiosità, tutti chi? Senza l’operazione Absolute Resolve, la cattura di Maduro nella sua camera da letto, le pressioni della Casa Bianca sul regime cadente, la saggia posizione tenuta dal governo italiano sul blitz del Pentagono, i contatti diplomatici di Palazzo Chigi con la catapultata presidente Delcy Rodriguez, la cooperazione tra la Farnesina e il Dipartimento di Stato («ringrazio Marco Rubio», Antonio Tajani dixit), senza tutto questo, Trentini e gli altri italiani sarebbero ancora in cella.

Non sono usciti dalla prigione grazie all’Onu, al multilateralismo, al diritto internazionale. Il merito è della Delta Force degli Stati Uniti d’America, che ha sforacchiato un regime di burro; di Trump, che ha ordinato un geniale colpo militare; della Meloni, che sa restare se stessa e non molla mai. Grazie a loro, non a tutti.