"Lei non è mai stata informata della pericolosità del soffitto, né ha mai ricevuto alcuna formazione nel campo della sicurezza": a dirlo l’avvocato della famiglia della 24enne Cyane Panine, nota anche come "la ragazza con il casco" nel locale Le Constellation di Crans-Montana andato a fuoco a Capodanno. Lei, ex dipendente del bar, è una delle 40 persone morte nel rogo. Presto, però, è passata da vittima a carnefice, ricevendo attacchi e insulti, dopo che sono circolati video in cui la si vede al Constellation mentre trasporta bottiglie di champagne con sopra le fontane di luce, proprio quelle che hanno provocato l'incendio a contatto col materiale fonoassorbente del soffitto.
"Quando è scoppiato l’incendio voleva far scappare anche i clienti, purtroppo quella maledetta porta era chiusa - ha raccontato il papà Jerome, in lacrime -. Per noi era un raggio di sole, e quel sole nel 2026 non è sorto". Distrutta anche la mamma, Astrid, che in un’intervista televisiva a France 2 ha detto: "La nostra vita non sarà mai più la stessa, non festeggerò mai più un ultimo dell’anno. Mai". Per identificare il corpo, ritrovato ustionato sul piazzale davanti al bar, ci sarebbero voluti tre giorni.
Originaria di Sète, a sud di Montpellier, veniva nel Canton Vallese da qualche anno per fare la cameriera stagionale. "In una stazione sciistica di lusso non ci si aspetta una tragedia del genere. Mia figlia lavorava lì e io ero tranquillo", ha aggiunto Jerome. Tra l'altro quella sera la 24enne, come spiegato dall’avvocato della famiglia, "non avrebbe dovuto fare servizio ai tavoli, ma aveva il compito di ricevere gli ospiti al piano terra". Poi Jessica Moretti, proprietaria del locale, le avrebbe chiesto di andare nel seminterrato per aiutare gli altri camerieri.




