"Le truppe europee in Groenlandia non influiscono sulle decisioni di Donald Trump". Nel corso della consueta conferenza stampa nella briefing room, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha affrontato una serie di dossier centrali per l'amministrazione del presidente americano, spaziando dalla crisi venezuelana alle tensioni con l'Iran, fino alle proteste interne negli Stati Uniti e all'introduzione dell'Insurrection Act in Minnesota.
Leavitt ha confermato che l'incontro tra Trump e la leader dell'opposizione venezuelana María Corina Machado, vincitrice del premio Nobel 2025, era in corso, spiegando che il presidente "non vedeva l'ora" di riceverla. Definendo Machado "una voce notevole e coraggiosa" per il popolo venezuelano, la portavoce ha riferito che il segretario di Stato Marco Rubio e altri funzionari statunitensi sono in "costante comunicazione" con Delcy Rodríguez e con il governo ad interim, che ha descritto come "cooperativo". Secondo Leavitt, lo stesso governo avrebbe confermato l'intenzione di procedere al rilascio di prigionieri politici. Allo stesso tempo, la portavoce ha precisato che la valutazione di Trump su Machado non è cambiata rispetto al passato ed è "realistica, basata su ciò che il presidente legge e su quanto riferito dai suoi consiglieri e dal team per la sicurezza nazionale". Trump, ha aggiunto Leavitt, continua a sostenere la prospettiva di nuove elezioni in Venezuela "quando sarà il momento giusto", senza però indicare una tempistica. A inizio mese, poche ore dopo la cattura di Nicolás Maduro, Trump aveva affermato che sarebbe stato "molto difficile" per Machado guidare il Paese, sostenendo che non godrebbe di sufficiente sostegno interno.
Fallito il vertice sulla Groenlandia. Tensione altissima, cosa può accadere
Il vertice alla Casa Bianca sulla Groenlandia si è concluso con un fallimento sostanziale. Il presidente Donald T...Sul fronte iraniano, Leavitt ha dichiarato che la Casa Bianca ritiene che circa 800 esecuzioni previste in Iran siano state interrotte. La portavoce ha spiegato che il presidente e il suo team hanno comunicato ai funzionari di Teheran che ci sarebbero state "gravi conseguenze" se fosse continuata l'uccisione di manifestanti durante la repressione delle proteste. Trump, ha ricordato, aveva minacciato di agire e aveva assicurato ai manifestanti che "l'aiuto è in arrivo", mentre mercoledì avrebbe ricevuto conferme da "fonti affidabili" sullo stop alle esecuzioni. "Tutte le opzioni rimangono sul tavolo per il presidente", ha ribadito Leavitt.
Nel corso della conferenza stampa, la portavoce ha commentato anche l'arrivo di truppe europee in Groenlandia, chiarendo che la presenza militare degli alleati non avrà alcuna influenza sulle decisioni del presidente. "Non credo che le truppe europee abbiano un impatto sul processo decisionale del presidente, né che abbiano alcun effetto sul suo obiettivo di acquisizione della Groenlandia", ha detto Leavitt, sottolineando che Trump "ha reso la sua priorità abbastanza chiara" e ritiene che l'acquisizione dell'isola "sia nel migliore interesse della sicurezza nazionale degli Stati Uniti". Le dichiarazioni arrivano mentre personale militare di Paesi alleati, tra cui Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Finlandia, Norvegia e Svezia, è arrivato nell'isola nel contesto delle ripetute affermazioni del presidente sulla volontà di assumere il controllo del territorio, da tempo sotto sovranità danese.
Leavitt ha inoltre riferito che i funzionari statunitensi intendono continuare a mantenere contatti regolari con i rappresentanti di Danimarca e Groenlandia, precisando che i colloqui proseguiranno "ogni due o tre settimane". Dopo gli incontri alla Casa Bianca di mercoledì con il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Rubio, un alto funzionario danese ha dichiarato che permane un "disaccordo fondamentale" sul futuro del territorio semi-autonomo, pur confermando la volontà di entrambe le parti di continuare il dialogo. La portavoce non ha invece risposto a una domanda sul motivo per cui il governatore della Louisiana Jeff Landry, nominato a dicembre da Trump come inviato speciale degli Stati Uniti per la Groenlandia, non fosse presente a una recente riunione sul dossier alla Casa Bianca. Landry non ha visitato la Groenlandia e ha dichiarato di non essere interessato a tenere incontri con i diplomatici.




