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Nato, senza gli Usa non esiste. E servirebbero 15 anni per sostituirli

Costruire una deterrenza europea verso il Cremlino e produrre propri sistemi d’arma costerebbe miliardi e miliardi di euro. Senza i satelliti di Washington, siamo ciechi
di Mirko Moltenigiovedì 29 gennaio 2026
Nato, senza gli Usa non esiste. E servirebbero 15 anni per sostituirli

3' di lettura

Le tensioni fra Stati Uniti e Unione Europea per le rivendicazioni americane sulla Groenlandia e il disimpegno Usa dal continente rinnovano il dibattito su una difesa europea indipendente dagli Usa. Ieri, alla conferenza dell’Agenzia Europea perla Difesa tenutasi a Bruxelles, la rappresentante Ue agli Esteri, l'estone Kaja Kallas, ha rinnovato un appello affinché la Nato «divenga sempre più europea coordinandosi con l’Ue».

Poiché i costi degli armamenti impongono, per Stati medio-piccoli come quelli europei, sinergie per ammortizzare le spese, la Kallas ha lamentato: «Siamo troppo concentrati sugli interessi nazionali per affrontare la frammentazione, che ci rende lenti e deboli». Ammette: «All’Europa mancano diversi fattori strategici, spesso troppo costosi o complessi perché un singolo Stato possa svilupparli da solo». Originaria dei Paesi baltici minacciati dalla Russia, la Kallas spera in una deterrenza europea verso il Cremlino efficace in caso di compromessi Mosca-Washington. Ma il segretario della Nato, l’olandese Mark Rutte, ha ammonito: «Chi pensa che l’Ue o l’Europa intera possa difendersi senza gli Usa, continui a sognare. Se volete andare avanti da soli, dimenticate di poterlo fare spendendo solo il 5% del Pil. Sarà il 10%, dovrete anche costruire la vostra capacità nucleare, costa miliardi e miliardi di euro».

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Il Financial Times ieri ha definito «unthinkable», impensabile, uno sganciamento della difesa europea dall’alleato americano, dato che gli Stati Uniti hanno sistemi d’arma che gli europei non possono sostituire, se non fra 10-15 anni, dati i lunghi tempi di sviluppo degli armamenti. Un ex-ambasciatore americano presso il Patto Atlantico, Ivo Daalder, ha detto al Financial Times che «è in crisi dopo 77 anni, dalla fondazione della Nato nel 1949, l'idea che la sicurezza dell’Europa sia fondamentale per quella USA».

Per la nuova strategia nazionale Usa per il 2026, pubblicata il 24 gennaio scorso dal Pentagono, l’Europa può fronteggiare la Russia a patto che spenda molto di più in difesa, poiché «le nazioni europee, insieme, sopravanzano la Russia in scala economica, popolazione e potenza militare latente». Il giornale britannico cita anche l’esperto Steven Everts, direttore dell’istituto europeo Studi Strategici di Parigi: «Ci fidiamo ancora delle garanzie americane? La questione spinge la gente a pensare l’impensabile. E riguarda il rischio che l’Europa si ritrovi da sola di fronte a un’America parzialmente ostile». Ma l’Ue è nelle mani di Washington. Il caccia Lockheed F-35, comprato da varie aviazioni europee fra cui quella italiana e quella danese, non può volare senza i codici americani per i computer di bordo, rendendo gli Usa possessori delle “chiavi in mano”. E rimpiazzare l’F-35 sarà difficile.

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Il progetto dell'aereo Gcap Tempest di Italia, Gran Bretagna e Giappone va avanti, ma sarà pronto nel 2035, mentre l’aereo rivale Fcs franco-tedesco è compromesso dalle liti tra Parigi e Berlino. Nella difesa antimissile l’Europa è cieca senza i satelliti americani Sbirs che coi loro sensori a infrarossi captano la traccia di calore dei missili balistici nemici in partenza. Parimenti, il grosso della difesa antimissile del continente ricade tuttora sui missili americani Patriote anche sulle due basi americane antimissile del sistema Aegis Ashore, l’Aegis di terraferma, ovvero quelle di Deveselu, in Romania, e Redzikowo, in Polonia. L’Europa dipende inoltre dagli Stati Uniti per la ricognizione satellitare complessiva e anche per quella operata da droni a lungo raggio come i Global Hawk e i Triton, alcuni dei quali decollano anche dalla base di Sigonella, in Sicilia. L’Europa ha bisogno inoltre degli aerei spia RC-135 e solo gli americani dispongono, in Occidente, di bombardieri pesanti a lungo raggio come i vecchi, ma aggiornati, B-52, e gli “invisibili” B-2 Spirit. La deterrenza nucleare è pure ancora deputata agli Stati Uniti, sia per le bombe nucleari tattiche B61 distribuite nelle nostre basi, sia perché l’arsenale nucleare inglese è basato su missili Tridente testate di produzione americana. Sotto tale aspetto, solo il nucleare francese è di fatto autonomo rispetto a Washington.