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I file di Epstein sono ormai un romanzaccio splatter

Vicende degne di teorie del complotto: sequestri, stupri, omicidi in serie. Ma non ci sono cadaveri, soltanto la storia vista dal buco della serratura
di Marco Patricellidomenica 1 febbraio 2026
I file di Epstein sono ormai un romanzaccio splatter

4' di lettura

Il fantasma del suicida Epstein è una specie di mostro di Frankenstein risvegliato dalle tenebre dell’inconfessabile per poter puntare il laser a luci rosse sulle prede da caccia grossa. È Donald Trump nel mirino dell’ennesima fermentazione dei files lasciati dal burattinaio del mondo dorato di Hollywood e del potere in tutte le sue declinazioni, colui che ha trasformato L.A. Confidential nel film della sua vita e anche dopo la sua morte. Nel minestrone piccante delle pruderie made in Usa ribollono testimonianze e denunce due generazioni dopo i fatti, orge con stelle e stelline, sparizioni come neanche la Mafia a Las Vegas, flash dove quello che sembra appare più veritiero di quello che in realtà è.

La storia attraverso il buco della serratura, splendori e miserie delle cortigiane e degli uomini di potere, sonetti lussuriosi alle Pietro Aretino che di modi ne descrisse tanti, in versi, ma niente a che vedere col ripudio americano di puritanesimo e perbenismo. Prima si alludeva, mentre ora con i quattro salti in padella della ricetta Epstein tutto è diventato esplicito, dichiarato, guarnito, anche se fritto e rifritto a distanza di tempo dopo aver calcolato l’effetto che fa e il moltiplicatore dei social. Farà pure effetto, ma è sempre storia vecchia.

Roma divenne grande col ratto delle sabine, perché i pastori di Romolo quando non erano impegnati a celebrare Marte con la guerra avrebbero volentieri riservato i loro furori a Venere, e per mancanza di materia prima se l’andarono a prendere dai vicini che non la presero proprio bene. D’altronde la morale sessuale romana è nei fatti quella esplicitata nel celebre lupanare di Pompei.

Messalina, grazie alle cronache di Tacito e di Svetonio, è diventata il prototipo della dissolutezza, con scorno dell’imperatore Claudio che se ne liberò come si usava allora per salvare il trono e la dinastia: altro che Lucrezia. che si uccise per l’onta dello stupro, modello ineguagliato delle virtù femminili. E che dire di Teodora, che Giustiniano volle come moglie contro tutto e tutti, dipinta da Procopio come scandalosa cortigiana (chi vuol saperne di più, cerchi come dava il grano alle oche). Potere e potenti sono stati travolti o addirittura sono usciti rafforzati da scandali e scandaletti.

Dei Borgia si è detto e scritto di tutto, e di papa Alessandro VI pure, visto che tra spiritualità e carnalità non di rado propendeva per la seconda. Il Risorgimento più che alle virtù militari savoiarde deve molto a quelle amatorie della contessa di Castiglione, alla quale il cugino Camillo Benso conte di Cavour si affidò per irretire Napoleone III: spinse lei tra le braccia (e non solo) dell’imperatore e lui tra quelle del Piemonte contro l’Austria. Uno dei padri della Patria da ridurre per questo a mezzano?

Eppure lo chiamarono “Il tessitore” per la finezza della sua politica, che tra un incontro di gabinetto e l’altro passava pure dalle camere da letto. L’altro padre della Patria, Vittorio Emanuele II, tenne fede al suo nome e di figli illegittimi o da matrimonio morganatico ne sfornò a iosa perché, se gli toglievi la guerra e la caccia, solo un’altra cosa lo interessava. Di Benito Mussolini è censito che ebbe almeno 600 donne, con la differenza che quando era un attaccabrighe non si curava di prenderle con la forza in un sottoscala, ma quando divenne il Duce facevano la fila a Palazzo Venezia per avere due minuti del suo tempo. Adolf Hitler qualche problema con l’altro sesso ce l’aveva eccome, tant’è che la nipote Geli Raubal alla quale era morbosamente attaccato, si sparò e morì a casa sua. Tutto messo a tacere. Con uno scandalo omosessuale ben orchestrato, con dossieraggio e manipolazione di rapporti e testimonianze, cercò di liberarsi del comandante in capo dell’esercito Werner von Fritsch, ma questi pretese il giudizio davanti a una corte militare e così Goering e Himmler dovettero masticare amaro per la sua assoluzione.

Molto peggio era andata al ministro della guerra, Maresciallo Werner von Blomberg. Avanti negli anni cercò di recuperare il tempo perso impalmando la sua segretaria Erna Gruhn, ma la Gestapo tirò fuori a comando le foto pornografiche di quella donna dal passato importante. Blomberg si rifiutò di annullare il matrimonio, con Hitler testimone, e si dimise da ogni incarico. Era quello che volevano i nazisti, ma anche quello che voleva lui, preferendo ormai la moglie ai soldati. D’altronde quando rimproverarono a Edoardo VIII di aver ceduto il trono da re d’Inghilterra per sposare la pluridivorziata Wallis Simpson, motivò così la sua scelta: «Avete mai provato ad andare a letto con una corona?».