Il galletto ha fatto chicchirichì e ha intimato alla premier Meloni di non commentare i fatti francesi. “Le coq” dell’Eliseo è spennato, è un Macron che oscilla tra il torvo e il comico, sommerso dai guai in casa, con gli occhiali da top gun e senza bussola, s’aggira errabondo per le stanze di Versailles pensando di essere il Re Sole, quando in Europa anche i tedeschi hanno capito che è un Re Sòla. Meloni ha espresso la preoccupazione di un leader europeo per la morte di un militante politico francese, Quentin Deranque, un giovane di destra vittima della violenza di sinistra. Il settimanale Marianne è in edicola con una copertina esemplare dove la foto di Jean-Luc Mélenchon, leader della sinistra “descamisada”, è accompagnata dalla scritta “Antifascistes”, solo che l’“anti” è cancellato e a questa sinistra è rimasto solo il fascismo. Il laboratorio politico francese va osservato con molta attenzione per l’involuzione del progressismo, la sua radicalizzazione, la sua complicità con gli antagonismi più duri e i militanti filo-Hamas.
Nelle librerie francesi si trovano fior di saggi sull’argomento e Giorgia Meloni, che legge la stampa internazionale ed è attenta al dibattito in corso a Parigi, osserva questo decadimento con preoccupazione, perché giustamente teme il contagio francese. D’altronde in Italia, sebbene la situazione non sia paragonabile al caos di Parigi, i segnali di tensione esistono: dalle piazze pro-Pal che prendono a martellate gli agenti della polizia agli attentatori fai-da-te sui binari dei treni.
Ue, l'ultima porcheria di Macron? Le mani sulla Bce per ipotecare il dopo-Lagarde
Dimentichiamoci per un attimo del terremoto Trump, della guerra in Ucraina, del dibattito sulla necessità di raff...Di più: tra le 11 persone fermate per il linciaggio del 23enne, ci sono due collaboratori del deputato della “France Insoumise” Raphael Arnault, che lo scorso 7 gennaio era a Roma a presidiare una manifestazione antifascista contro l’anniversario della strage di Acca Larenzia. Il declino della Quinta repubblica francese è prima di tutto un fenomeno sociale, una nazione che ha una maggioranza di destra non può essere governata da un intruglio alchemico macroniano, è indigeribile e alla fine produce quella che lo scrittore più importante di Francia, Michel Houellebecq, ha definito anni fa come una “nevrosi”. Il passo successivo? Si chiama pazzia e sappiamo che il sonno della ragione genera mostri.




