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Iran, lo Stretto di Hormuz è "zona di guerra": cosa sta succedendo

giovedì 5 marzo 2026
Iran, lo Stretto di Hormuz è "zona di guerra": cosa sta succedendo

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La guerra in Iran è destinata a sconvolgere commerci ed economia globale: da oggi, infatti, il cruciale Stretto di Hormuz è diventato ufficialmente "area di operazioni belliche", insieme al Golfo di Oman e al Golfo Persico. Lo ha deciso il settore marittimo internazionale, dopo una riunione tra le compagnie mondiali e i sindacati di settore. Troppo rischioso, per le navi-cargo, attraversare le acque controllate da Teheran. Formalmente, dunque, uno dei principali snodi commerciali del pianeta è "zona di guerra", con tutto quello che ne consegue.

Nelle scorse ore, le autorità iraniane hanno peraltro smentito di avere bloccato il passaggio delle navi nello stretto. Una affermazione definita da Teheran "infondata e assurda". "L'Iran rimane fedele al diritto internazionale e alla libertà di navigazione", spiega una nota alle Nazioni Unite. "In realtà, sono gli Stati Uniti ad aver messo a repentaglio la sicurezza marittima. Proprio ieri, a circa 2.000 miglia dalle coste dell'Iran, la fregata iraniana Dena, in visita in India come ospite navale con 130 marinai a bordo, è stata colpita e affondata in acque internazionali da un sottomarino statunitense senza preavviso, con la morte di oltre 100 marinai. Questo attacco sconsiderato viola i principi fondamentali del diritto internazionale e della libertà di navigazione", si sottolinea. 

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Apertura non significa però sicurezza. Circa mille navi, infatti, sono ferme nel Golfo Persico e nelle acque circostanti allo Stretto, mentre il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato che incaricherà la Marina degli Stati Uniti di "scortare le petroliere attraverso Hormuz" se necessario, secondo quanto affermato dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in un post su X. il Trump, ha ricorodato, "ha già annunciato che la United States Development Finance Corporation fornirà un'assicurazione contro i rischi politici, a un prezzo molto ragionevole, per le petroliere e le navi cargo che operano nel Golfo e nelle sue vicinanze". "State tranquilli: l'intero team energetico del presidente Trump, dalla Casa Bianca al National Energy Dominance Council fino ai Segretari Wright e Bessent, ha pianificato tutto e lo sta facendo con grande impegno", ha scritto la portavoce. 

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L'impatto del blocco parziale del canale e dei timori per una sua chiusura è già pesante, con aumenti nei prezzi del petrolio al barile (77,58 euro, +3,91%), del Brent (84,01 dollari, +3,2%), del gas (49,5 euro). E come ricorda il Fatto quotidiano, i contratti future per aprile si attestano a 50,35 euro al megawattora (ieri erano scesi sotto i 50). Il valore complessivo delle navi ferme nello stretto e dei loro carichi si aggira intorno ai 25 miliardi dollari.

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