Palazzi a Dubai e negli Stati del Golfo in fiamme, Tel Aviv sotto una pioggia di missili, ambasciate e basi americane in fiamme, portaerei colpite da missili balistici. E discorsi dei leader politici che inneggiano ai successi delle forze armate della Repubblica Islamica di Teheran. È questo che gli iraniani stanno vedendo in televisione, resoconto utopico e propagandistico di quanto sta accadendo nello scontro tra il loro Paese, gli Stati Uniti e Israele. Non un progressivo annichilimento delle loro forze di offesa e di difesa, ma una guerra che stanno combattendo alla pari con le due potenze nemiche, alle quali stanno infliggendo colpi pesanti.
Quello della diffusione delle fake news, in Iran, è tutt’altro che un compito arduo. Da quando gli ayatollah hanno preso il potere nel 1979, hanno imposto una severissima censura a qualunque strumento di informazione circolasse nel Paese, imponendo la loro verità e realtà e descrivendo come falsità e attacchi al Paese tutto ciò che penetrava le maglie mediatiche del regime.
Entrati nell’era di Internet, gli stessi criteri-bavaglio sono stati adottati nei confronti della rete, oscurando ogni sito e profilo che fosse ostile o anche solo critico. I social media hanno complicato un po’ le cose, ma all’occorrenza gli apparati dei pasdaran sono intervenuti prontamente a bloccarli, in modo da impedire la circolazione di informazioni clandestine.
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Tanto tuonò che non piovve. Dopo due giorni di allarmi e di nere profezie, le nubi all’orizzonte sembrano g...Per questo, tra i primi bersagli di Stati Uniti e Israele c’è stata la sede centrale della tv di Stato a Teheran. In un Paese già lacerato dalle divisioni e dalle proteste contro ayatollah e Guardie armate della rivoluzione, bombardare i siti chiave del regime e delle sue forze armate è tanto importante quanto impedire al regime stesso di dire in televisione che «il nemico è alle corde», come ha fatto l’altro giorno il presidente del Parlamento Mohammad Ghalibaf.
Uno dei video fake più clamorosi trasmessi in Iran durante i telegiornali, realizzato con l’Intelligenza artificiale, ritrae la portaerei americana Abraham Lincoln centrata da tre missili balistici iraniani che innescano un impressionante incendio a bordo. In altri casi I’IA non c’entra: Newsguard, una società specializzata nello smascherare falsa comunicazione, ha identificato nelle immagini di un incendio in un deposito di munizioni in Ucraina nel 2017 il video fake di un attacco contro una centrale nucleare israeliana e in una clip di un rogo presso un edificio residenziale risalente al 2015 le immagini della sede della Cia in fiamme a Dubai.
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L’aeroporto internazionale di Muscat dista da Dubai 452 chilometri. Quello di Riad, il Re Khalid International Air...In parte, scrive il New York Times, gli iraniani hanno evoluto la loro macchina delle fake news televisive importando tecnologia dai loro alleati a Mosca, che a loro volta ne hanno fatto una tattica centrale nella guerra contro l'Ucraina. Tuttavia, secondo quanto riporta Radio Free Europe, proprio i media di Stato russi starebbe in questi giorni prendendo le distanze da Teheran, sostenendo che la Repubblica Islamica non fosse mai stata un alleato su cui fare affidamento e celebrandone addirittura le difficoltà.




