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Dubai, Silvia e Sandro bloccati sulla nave: la straziante storia dei pensionati prigionieri

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venerdì 6 marzo 2026
Dubai, Silvia e Sandro bloccati sulla nave: la straziante storia dei pensionati prigionieri

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"Un anniversario di matrimonio che non dimenticheremo". Silvia e Sandro Lo Surdo, pensionati d'origine pugliese ma residenti a Milano, sono tra i 5000 passeggeri che da domenica 1° marzo sono bloccati a bordo della Msc Euribia, imbarcazione che sta navigando nelle acque di Dubai sotto la furia dei missili lanciati da Teheran. La loro crociera è condizionata da continui alert sui cellulari che suonano all'unisono per segnalare il pericolo dai cieli degli Emirati Arabi. "I primi due giorni sono stati difficili. Abbiamo sentito le esplosioni e il suono sgradevole degli alert anche cinque volte in una sola notte. Poi ci hanno spiegato la situazione e adesso l'allarme ci fa meno paura. Ci dicono di avere pazienza: e noi ci proviamo", raccontano ancora i due pensionati. 

Se di "prigione" si tratta, gli ospiti della Msc Euribia possono comunque distrarsi grazie ai 10 ristoranti, 21 bar, 4 piscine, un casinò e un teatro per la modica cifra di 100 euro al giorno. Ma il disagio resta difficile da eliminare. "L'affanno più grande - spiega la 18enne Francesca in viaggio con la mamma - è non sapere quando si potrà tornare a casa. Stiamo bene ma non è il prolungamento di una vacanza come pur dice qualcuno". "Ma la situazione è nuova per tutti. L'affrontiamo coordinandoci con l'Intelligence della nostra azienda, che ha individuato questo porto come luogo sicuro. Abbiamo diversi piani per affrontare il pericolo e li abbiamo condivisi coi passeggeri. Cerchiamo di minimizzare il problema, garantendo sicurezza e comfort. L'attività è quella usuale della navigazione - il pensiero del comandante Paolo Benini -. C'è l'animazione, ci sono i drink e il wi-fi, che di solito è un servizio aggiuntivo, è stato aperto a tutti, a spese della compagnia".

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In principio, come ricorda Repubblica, la nave doveva seguire questa rotta al 4 aprile e poi dirigersi in Nord Europa. Ma dopo lo scoppio della guerra in Iran, ora è tutto cancellato e, con lo stretto di Hormuz chiuso, chissà quando riusciremo a spostarla. "Insomma - ammette il capitano -, il mio compito di comandante non termina con la discesa degli ospiti: dopo dovrò occuparmi di tenere alto anche il morale del mio equipaggio".

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