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Iran, la guerra nel Golfo in diretta: la Turchia schiera i Patriot, "violazione dello spazio aereo inammissibile"

martedì 10 marzo 2026
Iran, la guerra nel Golfo in diretta: la Turchia schiera i Patriot, "violazione dello spazio aereo inammissibile"

7' di lettura

Nella sua prima conferenza stampa in persona da quando Usa e Israele hanno attaccato l'Iran, il presidente Donald Trump prima ha detto che la guerra "finirà molto presto" e dichiarato che le forze iraniane "hanno perso tutto, non hanno più niente, non hanno più leadership", ma poi, rispondendo alle domande dei giornalisti, Trump è tornato a essere minaccioso, dicendo che l'attacco statunitense "potrebbe diventare ancora più aggressivo" se i leader iraniani cercheranno di interrompere l'approvvigionamento energetico mondiale. Segui qui le notizie di oggi in diretta:

Ore 11.55 - Ohana a Qalibaf, "Vi si offre solo resa incondizionata"
"Tutto ciò che vi è stato offerto è la resa incondizionata". Cosi' ha risposto, in persiano, Amir Ohana, presidente del Parlamento israeliano, al suo omologo iraniano Mohammad Baqer Qalibaf, dopo che quest'ultimo aveva negato che la Repubblica islamica stia cercando un cessate il fuoco. "Crediamo che l'aggressore debba essere colpito in faccia affinché impari la lezione e non pensi mai più di attaccare il nostro amato Iran", ha scritto Qalibaf in un post su X, provocando la reazione di Ohana. 

Ore 11.34 - Turchia, "violazione dello spazio aereo inammissibile"
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha comunicato all'omologo iraniano Abbas Araghchi che la violazione dello spazio aereo turco è inaccettabile e che Ankara adotterà misure di risposta. Lo ha riferito una fonte del ministero degli Esteri turco citata dai media russi. Secondo la fonte, nel corso di una conversazione tra i due capi della diplomazia Fidan ha sottolineato che la violazione dello spazio aereo turco è inaccettabile e che la Turchia continuerà a prendere tutte le misure necessarie in risposta. Secondo la stessa fonte, Araghchi ha assicurato a Fidan che Teheran condurrà un'indagine approfondita sull'abbattimento del missile avvenuto sopra il territorio turco. 

Ore 11.29 - Peskov, "pronti a contribuire a ridurre le tensioni"
Mosca è pronta e disposta a contribuire ad allentare le tensioni in Medio Oriente, dove continua la guerra all'Iran, giunta al suo 11mo giorno. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo cui "la Russia è pronta a fornire assistenza al meglio delle sue capacità e sarà lieta di farlo". "Ma - ha aggiunto - sapete che questo richiede un'ampia comprensione e un ampio accordo, quindi dovremo avere un po' di pazienza". Il portavoce ha ricordato che il presidente Vladimir Putin ha in precedenza proposto opzioni di mediazione russa che potrebbero contribuire a ridurre le tensioni in Medio Oriente. "Fin dall'inizio di questa situazione, ancor prima dell'inizio della fase militare, Putin ha proposto diverse opzioni per la nostra mediazione e i nostri buoni uffici, che potrebbero contribuire a ridurre le tensioni. Molte di queste proposte sono ancora sul tavolo, come ha effettivamente affermato il presidente ieri", ha detto Peskov. (Pap/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 10-MAR-26 11:45 NNNN

Ore 11.10 - "Petroliera esplode al largo di Abu Dhabi"
Una petroliera è esplosa al largo di Abu Dhabi. Lo riferisce il Tehran Times. 

Ore 10.37 - Teheran a Von der Leyen: "Ipocrita. Suo silenzio complice" 
L'Iran ha duramente criticato la presidente della commissione europea, Ursula Von der Leyen, per un post pubblicato ieri su X in cui esprimeva solidarietà agli iraniani e ai paesi del Golfo. "Per favore, risparmiate l'ipocrisia. Avete costruito la vostra carriera stando dalla parte sbagliata della storia, dando il via libera all'occupazione, al genocidio e alle atrocità, e ora riciclando i crimini di aggressione e i crimini di guerra commessi da Stati Uniti e Israele contro gli iraniani", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "Dov'era la sua voce quando più di 165 innocenti piccoli angeli iraniani sono stati massacrati nella città di Minab? Perché non dice nulla quando ospedali, siti storici, impianti petroliferi, sedi diplomatiche di polizia, stazioni dei vigili del fuoco e quartieri residenziali vengono presi di mira in modo spietato?", ha incalzato. "Il silenzio di fronte all'illegalità e all'atrocità non è altro che complicità", ha insistito. "Scorra le risposte sotto il suo post e scoprirà cosa pensa veramente la gente del suo 'insabbiamento dei crimini", ha aggiunto. 

Ore 10.11 - Macron convoca nuovo Consiglio Difesa oggi alle 18:30  
Il presidente Emmanuel Macron ha convocato una nuova riunione del Consiglio di Difesa e Sicurezza Nazionale questa sera alle 18:30 "sulla situazione in Iran e in Medio Oriente". Lo ha annunciato l'Eliseo, all'indomani della visita di Macron a Cipro e alla portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo orientale. Il presidente francese ha già tenuto una serie di riunioni di crisi dall'inizio del conflitto, innescato il 28 febbraio dagli attacchi israeliani e americani contro l'Iran.

Ore 9.51 - Il premier iracheno a Rubio, "Non usate il nostro Paese come base per attacchi"
Il primo ministro iracheno Mohammed Shia Sabbar Al Sudani ha detto al segretario di Stato statunitense Marco Rubio che l’Iraq non dovrebbe essere utilizzato come trampolino di lancio per attacchi nella guerra in Medioriente. Lo riporta Al Jazeera citando l'ufficio stampa del premier. Al Sudani ha sottolineato, in una telefonata con Rubio, "l’importanza di garantire che lo spazio aereo, il territorio e le acque irachene non vengano utilizzati per alcuna azione militare diretta contro i paesi vicini o la regione". Al Sudani ha respinto "qualsiasi tentativo di trascinare il paese nei conflitti in corso”, così come “le violazioni del suo spazio aereo da parte di qualsiasi soggetto". 

Ore 9.25 - La Turchia schiera il sistema di difesa aereo Patriot
Un sistema di difesa aerea Patriot è stato schierato a Malatya, nell'area sud-orientale della Turchia. Lo ha annunciato il ministero della Difesa turco in un comunicato. "Le Forze armate turche sono pienamente impegnate a garantire la sicurezza del nostro Paese e dei nostri cittadini. Alla luce dei recenti sviluppi nella nostra regione, stiamo adottando le misure necessarie per proteggere i nostri confini e il nostro spazio aereo, e stiamo tenendo consultazioni con la Nato e i nostri alleati. Oltre alle misure nazionali che abbiamo adottato, la Nato ha potenziato le sue misure di difesa aerea e missilistica. In questo contesto, un sistema Patriot è stato schierato a Malatya per supportare la protezione del nostro spazio aereo", si legge nel comunicato. Il ministero turco ha sottolineato che, mantenendo le capacità di difesa e sicurezza "al massimo livello", il Paese "continuerà a valutare gli sviluppi nella cooperazione e nelle consultazioni con la Nato e gli alleati", nonche' "a impegnarsi per la pace e la stabilita' regionale". 

Ore 8.28 - "Colpito albergo Manama che ospitava militari Usa"
L'Iran ha confermato di aver colpito un albergo di Manama, in Bahrein, che ospitava militari americani. Il Tehran Times ha pubblicato il video del bombardamento con un drone e dell'incendio divampato nell'edificio.

Ore 8.01 - Pasdaran, colpita base militare Usa nel Kurdistan iracheno
Il corpo delle guardie della rivoluzione islamica ha annunciato di aver colpito il quartier generale dell'esercito statunitense presso la base aerea di Harir a Erbil, nel Kurdistan iracheno. E' quanto si legge in una nota dei Pasdaran, ripresa da Al Jazeera, secondo cui il sito è stato preso di mira con cinque missili. 

Ore 7.31 - Iran, "non consentiremo export petrolio finché c'è la guerra" 
"L'Iran non permetterà l'esportazione di nemmeno un litro di petrolio dalla regione fino a nuovo avviso al nemico ostile e ai suoi partner, finché continuerà l'aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran e le sue infrastrutture civili": lo ha detto il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie Mohammad Ali Naeini. Riferendosi alle dichiarazioni del presidente Donald Trump, secondo cui la potenza militare dell'Iran è diminuita, Naeini ha affermato che sono le forze statunitensi a indebolirsi. "Ora, gli americani cercano una fine onorevole della guerra, poiché tutte le loro infrastrutture militari sono state distrutte nella regione del Golfo Persico", ha aggiunto, citato da Tasnim. 

Ore 6.53 - Il consigliere di Khamenei: "Non c'è più spazio per la diplomazia con gli Usa" 
L'Iran non vede più alcun margine per una soluzione diplomatica alle ostilità con gli Stati Uniti e si prepara a un conflitto di lunga durata. Lo ha dichiarato Kamal Kharazi, consigliere per la politica estera della Guida suprema iraniana, in un'intervista concessa all'emittente televisiva statunitense Cnn. "Non vedo più spazio per la diplomazia", ha affermato Kharazi, accusando il presidente statunitense Donald Trump di "aver ingannato gli interlocutori e non aver mantenuto le promesse" durante precedenti negoziati. 

Ore 6.34 - Nuovo attacco dall'Iran verso gli Emirati arabi
Gli Emirati Arabi Uniti hanno dovuto affrontare un nuovo attacco da parte di droni e missili iraniani, nell'undicesimo giorno del conflitto in Medio Oriente, ha comunicato il ministero della Difesa, stando a quanto riporta Afp. "Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente rispondendo alle minacce missilistiche e di droni provenienti dall'Iran", ha scritto il ministero su X. 

Ore 6.13 - Trump, "Iran colpito 20 volte più forte se ferma il flusso di petrolio"
"Se l'Iran facesse qualcosa che fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz, verrebbe colpito dagli Stati Uniti d'America venti volte più forte di quanto non sia stato colpito finora". Lo scrive il presidente Usa Donald Trump su Truth, aggiungendo che "inoltre, elimineremo obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l'Iran ricostruirsi, come nazione, di nuovo, morte, fuoco e furia regnerebbero su di loro, ma spero, e prego, che ciò non accada! Questo è un regalo degli Stati Uniti d'America alla Cina e a tutte quelle nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero - conclude - che sia un gesto che sarà molto apprezzato".

Ore 5.45 - I Pasdaran: "Saremo noi a decidere la fine della guerra"
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno affermato che "decideranno la fine della guerra", in risposta a Donald Trump che aveva dichiarato che la guerra contro l'Iran sarebbe "finita presto". "Saremo noi a decidere la fine della guerra - ha dichiarato il portavoce dei Pasdaran in un comunicato pubblicato da diversi media iraniani - l'equilibrio e il futuro status della regione sono ora nelle mani delle nostre forze armate. Le forze americane non porranno fine alla guerra".

Ore 5.20 - Australia, schierati aereo sorveglianza e missili per il Golfo
L’Australia invierà un aereo da sorveglianza E-7A Wedgetail e circa 85 militari per quattro settimane per contribuire a proteggere lo spazio aereo del Golfo. Lo ha annunciato martedì il primo ministro Anthony Albanese.Il governo australiano fornirà inoltre agli Emirati Arabi Uniti “missili aerei avanzati a medio raggio” su richiesta del Paese. Albanese ha precisato che la misura è finalizzata esclusivamente alla difesa dello spazio aereo, mentre il ministro della Difesa, Richard Marles, ha sottolineato l’esigenza di proteggere decine di migliaia di australiani residenti nella regione.