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Mojtaba Khamenei "è in coma" (e quelle voci su Putin): Iran, cosa trapela

martedì 17 marzo 2026
Mojtaba Khamenei "è in coma" (e quelle voci su Putin): Iran, cosa trapela

2' di lettura

È sempre mistero fitto su Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema dell'Iran, il figlio che prende l'eredità del padre e che, però, ancora non si è fatto vedere. Che fine ha fatto? È ferito? È ancora in Iran? Tutte domande che non trovano risposte univoche, il tutto in un contesto dove si moltiplicano le indiscrezioni e le voci impazzite.

Un segnale è arrivato nelle ultime ore, affidato a un messaggio su X con cui il leader ha confermato al loro posto funzionari e dirigenti nominati dall’ayatollah Ali Khamenei, ucciso nel raid su Teheran. "Con la presente annuncio che, per il momento, nessuno di loro necessita del rinnovo del proprio incarico. È fondamentale che continuino il loro lavoro in conformità con la linea politica e le direttive ricevute mentre era in vita". Parole istituzionali, ma nessuna apparizione pubblica.

Intanto emergono ricostruzioni sull’attacco del 28 febbraio. Un audio citato dal Telegraph, attribuito a Mazaher Hosseini, racconta che Mojtaba si sarebbe salvato per pochi minuti: era uscito "nel cortile per fare qualcosa" quando i missili israeliani Blue Sparrow hanno colpito la residenza alle 9:32. L’esplosione ha però causato vittime nella sua famiglia: morti la moglie, il figlio e il cognato. Lui sarebbe rimasto ferito a una gamba.

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Da quel momento, le versioni si moltiplicano. Alcune fonti lo collocano a Mosca, trasferito con un aereo militare russo per essere operato. L’indiscrezione, rilanciata dal media kuwaitiano Al-Jarida, non ha ricevuto conferme ufficiali dal Cremlino. Secondo la stessa fonte, Vladimir Putin avrebbe offerto assistenza medica diretta, anche per sottrarre il leader iraniano al rischio di nuovi attacchi.

Un'ipotesi ancor più drammatica arriva dalle parole di Marco Mancini, ex dirigente del Sismi, che parla di condizioni gravissime dopo il raid: "Durante l’intervento chirurgico entra in coma per le ferite gravissime riportate alla testa, al volto e agli arti". Secondo questa ricostruzione, consegnata al Riformista in un'intervista, dopo un primo intervento al Sina Hospital, Mojtaba sarebbe stato trasferito al Baqiyatallah Hospital, struttura legata ai Pasdaran e dotata di livelli sotterranei altamente protetti.

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"E ancora: dopo il primo intervento al Sina Hospital viene trasferito al Baqiyatallah Hospital, una struttura altamente protetta affiliata al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, i Pasdaran. È uno degli ospedali più attrezzati di Teheran, dotato di livelli sotterranei con sale operatorie e reparti riservati ai vertici militari. Fino a sabato risultava ancora in coma e sotto stretta protezione. All’interno della struttura operavano tra cinquanta e sessanta uomini tra Pasdaran e Hezbollah incaricati della sicurezza. All’esterno vigilavano miliziani dei Basij. Parliamo di una protezione straordinaria, che ora tutela Khamenei jr in un sito segreto". Come detto, prosegue il mistero fitto: che fine ha fatto, Mojtaba?

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