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In Grecia tutto ritorna: truffe, malgoverno e persino Tsipras

L’esecutivo vive alla giornata, nascono partiti ovunque: il più importante è quello della protesta per l’incidente ferroviario di Tempe. E l’ex di Syriza sogna rivincite
di Carlo Nicolatomartedì 7 aprile 2026
In Grecia tutto ritorna: truffe, malgoverno e persino Tsipras

4' di lettura

Venerdì scorso il premier greco Kyriakos Mitsotakis ha licenziato tre ministri del suo governo - quello dell’Agricoltura, quello della Protezione Civile e il Viceministro della Salute -, tutti coinvolti a vario titolo in un uno scandalo relativo ai sussidi agricoli dell’Unione Europea. È la più classica delle truffe ai danni di Bruxelles, in cui grazie alla copertura di politici compiacenti e ben oliati alcune centinaia di cittadini greci avrebbero ottenuto sussidi illeciti dichiarando attività agricole e pascoli inesistenti. Il rimpasto è stato deciso in fretta e furia da Mitsotakis dopo che l’Eppo, di fatto la procura europea, ha trasmesso al Parlamento greco i fascicoli d'indagine, chiedendo formalmente la revoca dell'immunità per 11 parlamentari della maggioranza. Quello dei sussidi agricoli è solo l’ultimo degli scandali che ha coinvolto Neo Demokratia negli ultimi anni, l’ultimo di una serie di vicende, anche tragiche, che stanno travolgendo il governo e cambiando i connotati della politica greca, con ritorni inaspettati e la nascita di nuovi partiti. Il nome di ritorno certamente non nuovo è quello di Alexis Tsipras, l’uomo che da leader di un moviUscito da Syriza dopo gli ultimi deludenti risultati elettorali Tsipras è tornato annunciando la creazione entro settembre di un nuovo soggetto politico, con la promessa che comunque si ripresenterà alle prossime elezioni, che siano anticipate o quelle previste per il 2027.

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Potenzialmente più importante però è la nascita di un nuovo partito chiamato Anexártito Kínima Politón (Movimento dei Cittadini Indipendenti), nato dalle macerie dell’incidente ferroviario di Tempe del 2023 in cui persero la vita 57 persone, perlopiù studenti universitari, e dallo scandalo che ne è seguito. La nuova compagine dichiaratamente apolitica è diretta da Maria Karystianou, pediatra e madre di una delle vittime, e secondo i sondaggi è accreditata di un sostegno che potrebbe arrivare al 18% dell’elettorato. Gli stessi sondaggi ci dicono che attualmente Neo Demokratia sarebbe al 26,4%, con un calo di ben 14 punti rispetto alle scorse elezioni, mentre i socialisti del Pasok sono accreditati del 12%. Subito dopo una serie di partiti semisconosciuti ed estremisti nati negli ultimi 10 anni come il sinistro Plefsi Eleftherias (Rotta di Libertà), il destro Elliniki Lysi (Soluzione Greca), il clericale Foni Logikis (Voce della Ragione) e lo stesso Syriza, il che la dice lunga sulla confusione politica che si è creata sotto il Partenone con la crisi di Mitsotakis. Ma nessuno scandalo avrebbe potuto innescarla se il premier suddetto si fosse impegnato davvero nelle riforme promesse e avesse permesso ai suoi concittadini di uscire da quello stato di grave incertezza economica nel quale, nonostante il risanamento della Troika (anzi, grazie soprattutto a quello) e nonostante il Pil in crescita consistente (2,4% nel 2025), stanno affogando. Come altrove in Europa anche qui il problema principale è l’aumento vertiginoso del prezzo delle case e degli affitti (in molti casi raddoppiati), aggravato e non alleviato dalle politiche di governo. Per supportare la crescita infatti il premier ha puntato sul turismo, industria di per sé intrinsecamente fragile, e sugli investimenti dall’estero, specie dal Medio Oriente e dall’Asia, in particolare nel settore immobiliare.

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L’INDUSTRIA DEI PASSAPORTI
L’esempio più evidente è l’Ellenikon, il progetto di riqualificazione tuttora in costruzione dell’ex aeroporto di Atene caduto in disgrazia dopo le Olimpiadi del 2000, come tante altre cose, che ha attirato investitori dal Golfo e dalla Cina confluiti nel consorzio Lamda Development. Il progetto Ellinikon, con un valore complessivo stimato in oltre 8 miliardi di euro, viene considerato uno dei più grandi investimenti privati in Europa e mira a creare una “smart city sostenibile”, con un impatto significativo sul Pil greco. Per chi conosce Atene si tratta di una specie di cattedrale in un enorme deserto privo di infrastrutture all’altezza. Una cattedrale malefica, perché tali tipi di progetti di “gentrificazione” di interi quartieri, agevolati anche dal preesistente sistema dei passaporti d’oro, ha fatto schizzare il prezzo delle case ovunque. I “passaporti d’oro” per chi non lo sapesse sono programmi che permettono a cittadini extra-UE di ottenere la cittadinanza di un Paese europeo in cambio di investimenti economici. Fino a due anni fa in Grecia bastava comprare una casa da 250mila euro per ottenerlo, ora quella cifra è salita da 400 a 800mila euro a seconda della zona, ma rimane sempre un elemento che influisce notevolmente sul prezzo delle case locali, specie in un Paese che viene considerato la porta d’oriente europea. Insomma il risultato è che ad Atene in particolare, dove vive poco meno della metà della popolazione greca, il costo degli affitti è ora allineato a quello delle altre grandi città europee. Con la differenza che in Grecia gli stipendi sono tra i più bassi della media europea.

Sebbene a seguito di vari ritocchi molto pubblicizzati da Mitsotakis i salari siano recentemente aumentati, lo stipendio lordo mensile medio è tuttora di 1.516 euro, pari a 1.067 euro netti. Il 36,5% della forza lavoro guadagna meno di mille euro, arrivando a percepire cifre pari o di poco superiori al minimo stabilito che è di 830 euro al mese. Tale situazione ha inasprito il fenomeno della fuga dei giovani appena un po’ istruiti, per non parlare dei cosiddetti “cervelli”. Secondo i dati dell'Ordine dei Medici di Atene resi pubblici questa settimana sono oltre 5400 i medici espatriati in cerca di maggiori fortune nel periodo 2020-2025, con la stessa associazione che ha parlato di emergenza nazionale. La crisi in Grecia non è mai finita, ha solo cambiato faccia.