"Se il cessate il fuoco è finito? Non posso dirtelo. Se rispondessi a questa domanda diresti solo che quest'uomo non è abbastanza intelligente per essere il presidente degli Stati Uniti d'America". Così il presidente americano Donald Trump, intervistato al The Hugh Hewitt Show, ha commentato la crisi in Iran sullo stretto di Hormuz. Nel frattempo sono stati attaccati gli Emirati e l'Oman, facendo pensare che la tregua sia davvero in bilico. Più positivo il capo della Casa Bianca, secondo cui si tratta di "scaramucce", l'Iran vuole fare un accordo". Di seguito le principali notizie di giornata:
Rubio, visita dal Papa pianificata prima dei commenti di Trump - "La visita dal Papa era stata programmata prima" degli attacchi di Donald Trump. Lo ha detto Marco Rubio in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca. "È ovvio che sono successe delle cose nel frattempo", ha aggiunto.
Usa propongono risoluzione Onu per Hormuz - Gli Stati Uniti hanno presentato una bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell'Onu per difendere la libertà di navigazione e garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, accusando l'Iran di mettere a rischio il traffico marittimo internazionale. Secondo quanto reso noto dal Dipartimento di Stato, la proposta - sostenuta insieme a Bahrein e ad altri partner del Golfo, tra cui Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar - chiede a Teheran di cessare attacchi, posa di mine e tentativi di imporre pedaggi alle navi in transito. Il testo sollecita inoltre l'Iran a rendere noto il numero e la posizione degli ordigni posizionati in mare e a collaborare alle operazioni di rimozione, oltre a sostenere la creazione di un corridoio umanitario.
Media Israele, Emirati premono su Usa per ripresa guerra - Gli Emirati Arabi Uniti stanno facendo pressione sugli Stati Uniti per convincerli a riprendere la guerra all'Iran. A riferirlo è stata la televisione israeliana Kan. "È tempo di punirli", avrebbe detto un alto funzionario emiratino all'ambasciatore Usa, Yossi Shelly, "l'amministrazione americana dovrebbe agire. Non si può essere in alcun modo tolleranti con il regime iraniano".
Crosetto: nessuna nostra nave impegnata nello Stretto - "In merito alle interpretazioni circolate nelle ultime ore su alcune dichiarazioni relative a un possibile impiego della Marina Militare nell'area dello Stretto di Hormuz, si ritiene necessario fornire un chiarimento puntuale. Nel corso del mio intervento, il riferimento alla partenza di unità navali e al coinvolgimento delle famiglie del personale era esclusivamente un esempio, volto a sottolineare il livello di sacrificio, la dedizione e la prontezza operativa delle nostre Forze Armate. Non si trattava in alcun modo dell'annuncio di una decisione operativa. Mai mi sarei aspettato che parole pronunciate con l'intento di valorizzare il servizio delle nostre donne e dei nostri uomini in uniforme potessero essere strumentalizzate a fini politici. Tanto più su un tema così delicato, sul quale sia io, sia la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, abbiamo sempre affermato con chiarezza che nessuna decisione sarebbe stata adottata senza aver preventivamente ottenuto l'approvazione del Parlamento. È opportuno ribadire con fermezza che nessuna unità della Marina Militare è partita né è in procinto di partire verso l'area dello Stretto di Hormuz''. Lo dichiara il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Pasdaran: Hormuz? Risposta dura in caso di deviazioni - Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, rilanciano il loro "avvertimento" per lo Stretto di Hormuz e minacciano risposte "incisive". "Avviso ripetuto: avvertiamo tutte le imbarcazioni che intendono attraversare lo Stretto" di Hormuz che "l'unica rotta sicura per il passaggio è il corridoio annunciato in precedenza dalla Repubblica islamica dell'Iran", fanno sapere, secondo le notizie riportate dai media ufficiali di Teheran e rilanciate dalla Cnn. "La deviazione di imbarcazioni verso altre rotte è pericolosa e la risposta saranno azioni incisive dalla Marina delle Guardiani della rivoluzione", aggiungono
L'Iran? Per Trump vuole fare un accordo - Donald Trump ha ribadito la sua convinzione che l'Iran "vuole fare un accordo. E chi non vorrebbe, non hanno più nulla". "Quello che non mi piace dell'Iran è che parlano con me con grande rispetto e poi vanno in tv e dicono che non mi hanno parlato", ha detto.
Trump: con l'Iran? Una scaramuccia, non hanno scampo - Donald Trump ha definito quella in corso con l'Iran una "scaramuccia", perché gli iraniani "non hanno mai avuto una possibilità e lo sanno, me lo dicono anche quando parliamo con loro". Parlando dallo Studio Ovale, il presidente americano si è rivolto a un gruppo di bambini: "Non possiamo permettere all'Iran di avere un'arma nucleare. Forse siete troppo giovani per questo, ma probabilmente ne capite più di tutti. Non possiamo permettere a un gruppo di lunatici di avere un'arma nucleare".
Hegseth: delfini kamikaze? Iran non li ha; noi non lo dico - Il Pentagono smentisce con toni tra il serio e l'ironico le notizie su un presunto utilizzo da parte dell'Iran di "delfini kamikaze" equipaggiati con mine per colpire le navi americane e aggirare il blocco navale imposto da Washington, mentre resta alta la tensione nello Stretto di Hormuz, epicentro dello scontro tra le due potenze. "Non posso confermare né smentire se disponiamo di delfini kamikaze, ma posso confermare che loro non li hanno", ha dichiarato il segretario alla Difesa Pete Hegseth rispondendo a una domanda durante una conferenza stampa al Pentagono.
Abu Dhabi: le nostre difese stanno contrastando gli attacchi iraniani - Gli Emirati Arabi Uniti hanno affermato che le loro difese aeree "stanno attualmente contrastando attacchi con missili e droni provenienti dall'IRAN". Lo ha reso noto il Ministero della Difesa emiratino su X.
Teheran, "attacchi a Paesi del Golfo azioni di autodifesa - L’Iran ha sostenuto che gli attacchi contro Paesi della regione del Golfo rappresentano misure di autodifesa contro l’azione militare di Stati Uniti e Israele. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei alla tv di Stato Press Tv, come riporta la Cnn. “Non nutriamo alcuna ostilità verso i Paesi della regione. L’unico motivo per cui abbiamo colpito i loro territori è difenderci da un’aggressione attiva da parte di Stati Uniti e Israele”, ha affermato, aggiungendo che alcuni Stati ospitano basi e asset militari Usa utilizzati per operazioni contro la Repubblica islamica.Secondo Baghaei, la presenza militare statunitense nella regione “non porta sicurezza ma espone a rischi”, trasformando i Paesi ospitanti in potenziali obiettivi. Intanto, gli Emirati Arabi Uniti hanno riferito che le proprie difese aeree hanno intercettato missili balistici, missili da crociera e droni lanciati dall’Iran, con un bilancio di alcuni feriti. Un attacco con drone ha inoltre colpito un porto petrolifero nell’emirato di Fujairah, provocando un incendio e tre feriti. Abu Dhabi ha definito i raid una “pericolosa escalation” e una “violazione inaccettabile”, mentre secondo fonti citate dai media sarebbe stato impiegato anche un sistema di difesa aerea israeliano per intercettare i vettori iraniani nello spazio aereo emiratino.
Meloni, "attacchi agli Emirati ingiustificabili, libertà navigazione a Hormuz fondamentale" - "Il Governo italiano esprime la sua vicinanza agli Emirati Arabi Uniti per gli ingiustificabili attacchi subiti che devono immediatamente cessare". Lo scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "In questo difficile scenario, l’Italia continuerà a fare la sua parte per favorire il dialogo e scongiurare il propagarsi della crisi a livello regionale. La libertà di navigazione attraverso lo stretto di Hormuz è un principio fondamentale del diritto internazionale ed essenziale per l’economia globale", conclude.
Hormuz, "due navi militari Usa hanno respinto attacchi iraniani" - Due cacciatorpediniere della Marina statunitense hanno attraversato lo Stretto di Hormuz e sono entrati nel Golfo persico dopo avere affrontato un attacco iraniano con piccole imbarcazioni, missili e droni. Lo hanno riferito funzionari della Difesa Usa alla Cbs, fornendo dettagli sulla vicenda che presenta ancora contorni poco chiari. Secondo le fonti, la USS Truxtun e la USS Mason, sostenute da elicotteri Apache e altri velivoli, sono state esposte a una serie di minacce coordinate durante il passaggio. L'Iran avrebbe lanciato contro le unità americane piccole imbarcazioni, missili e droni in quello che i funzionari hanno descritto come un attacco prolungato. Nonostante l'intensità dell'azione, nessuna delle due navi statunitensi è stata colpita. I funzionari militari hanno spiegato che le misure difensive, rafforzate dal supporto aereo, hanno intercettato o dissuaso ogni minaccia in arrivo e che nessun proiettile lanciato ha raggiunto le navi.
Teheran smentisce il transito della Maersk - L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha smentito l'annuncio della compagnia marittima danese Maersk, secondo cui una delle sue navi battente bandiera Usa avrebbe attraversato lo Stretto di HORMUZ sotto scorta americana. Secondo la Tasnim, "le notizie non sono accurate. Nessun sito affidabile di monitoraggio marittimo ha pubblicato la notizia e Maersk non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale a conferma del transito". La Alliance Fairfax è rimasta bloccata nel Golfo allo scoppio della guerra lo scorso 28 febbraio.
Araghchi: "Gi Usa non tornino nel pantano. Project Freedom in un vicolo cieco" - "Gli eventi nello Stretto di Hormuz dimostrano chiaramente che non esiste una soluzione militare a una crisi politica". Lo scrive sul suo profilo X il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi. "Mentre i colloqui procedono grazie al generoso impegno del Pakistan, gli Stati Uniti dovrebbero stare in guardia dal rischio di essere trascinati nuovamente in un pantano da chi nutre loro ostilità. Lo stesso vale per gli Emirati Arabi Uniti", scrive ancora Araghchi concludendo. Il Project freedom, ha scritto, "è un'operazione in un vicolo cieco"
Il capitano Kapoor: "Fermi da più di 2 mesi a Hormuz" - "La cosa peggiore di queste settimane assurde è l’incertezza", racconta il capitano Raman Kapoor al telefono via WhatsApp, grazie a un satellitare che li tiene connessi alla terraferma. Nel colloquio scritto con il Corriere della Sera, spiega: "Non sappiamo quando riusciremo a lasciare questo posto, ma finché la situazione non sarà davvero sicura, la nostra compagnia non ci darà l’ok per partire, e ha ragione". Sono due mesi e sei giorni che è bloccato a Hormuz, una volta al mese una piccola barca arriva sotto bordo con acqua, cibo, medicine e tutto ciò che serve per sopravvivere "in questa sospensione che assomiglia sempre di più a un esilio senza senso". Dice ancora Kapoor: "Non abbiamo mai avuto così tanta paura. Abbiamo visto centinaia di missili passarci sopra la testa. Abbiamo assistito ad attacchi contro navi anche vicine alla nostra".
La nave Maersk attraversa Hormuz "sotto scorta Usa"- La compagnia danese per il trasporto merci Maersk ha annunciato che una delle sue navi, la Alliance Fairfax, ha attraversato lo Stretto di Hormuz sotto scorta statunitense. La nave, battente bandiera statunitense, era bloccata nel Golfo dallo scoppio della guerra lo scorso 28 febbraio. "La nave ha lasciato il Golfo Persico scortata da mezzi militari statunitensi" il 4 maggio, ha dichiarato la Maersk in un comunicato. "Il transito si è concluso senza incidenti e tutti i membri dell'equipaggio sono sani e salvi", prosegue la nota.
Cinque civili morti per il fuoco Usa contro imbarcazioni a Hormuz - Cinque persone sarebbero morte dopo che militari statunitensi hanno aperto il fuoco contro due imbarcazioni civili, scambiate per motoscafi del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche iraniane. Lo ha affermato l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte militare. Il capo del Comando centrale degli Stati uniti (Centcom) Brad Cooper, aveva affermato in precedenza che sei piccole imbarcazioni, su un totale compreso tra 20 e 40 dispiegate dall'Iran per molestare navi mercantili nello Stretto di Hormuz, erano state ieri "eliminate".




