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Da Hormuz alla Libia, ecco i consigli per le nuove rotte dei Flotillanti

E ce ne sono di posti interessanti su cui fare rotta, che un brivido lungo la schiena te lo fanno scorrere più e meglio del tentativo di sfondamento di un blocco navale solo per vedere l’effetto che fa, peraltro scontato
di Marco Patricellisabato 23 maggio 2026
Da Hormuz alla Libia, ecco i consigli per le nuove rotte dei Flotillanti

3' di lettura

Madamina Flotilla, «il catalogo è questo». Dato ormai per scontato che l’ospitalità israeliana non è all’altezza delle aspettative dei crocieristi attivisti, considerato pure che il trattamento non è di mezza pensione e neppure di un quarto e i viveri devi portarteli date, e riscontrato che i servizi sono indegni di una misera stella, figuriamoci delle 5 dell’onorevole superstar Dario Carotenuto (finalmente con un palcoscenico tutto suo), occorre cambiare al più presto la meta del viaggio. E ce ne sono di posti interessanti su cui fare rotta, che un brivido lungo la schiena te lo fanno scorrere più e meglio del tentativo di sfondamento di un blocco navale solo per vedere l’effetto che fa, peraltro scontato. Dal catalogo dell’attivista a vela foraggiata, ecco un richiestissimo tour nello Stretto di Hormuz. Basta eludere i barchini della marina iraniana, dove alle mitraglie mettono quelli col morbo di Parkinson, e poi sbarco con le bandiere arcobaleno al vento, per un piccolo gay pride d’importazione in nome dei diritti dove non ne esistono.

Gimkana tra le mammolette dei pasdaran e della guardia repubblicana, poi rapido dietrofront, dribbling ai motoscafi e pure una bella corsa a inseguimento con le navi da guerra americane per dimostrare quanto Donald Trump sia non solo fellone ma anche incapace di intercettare la Flotilla dei capitani coraggiosi. Troppo difficile? Nessun problema, il catalogo International Tour è ricco di offerte a prezzi stracciati, e in ogni caso gli sponsor, anche se non compaiono per chissà quale pudore, non mancano mai nell’allestire l’Invincibile Armata pro-Pal. La Libia, a esempio, è a quattro bracciate. Basta superare le motovedette della “cosiddetta guardia costiera”, come la chiama la sinistra, sbarcare dove capita capita, e mandare una delegazione dem in visita ufficiale alle carceri dove sono rinchiusi i migranti in attesa di imbarco, magari riportandosene dietro un po’. Non è semplice come andare ai centri di Shangjin o Gjader in Albania, ma vuoi mettere l’effetto che fa. Si favoleggia che le liste d’attesa dei deputati del Pd che hanno prenotato un passaggio versando la caparra si siano spaventosamente allungate, per provare l’ebrezza della traversata del Mediterraneo pur di portare la buona novella democratico-progressista e le tavole dei diritti. Oddio, qualche dubbio sull’accoglienza c’è, anche perché il solito infiltrato di Italia Viva già fa serpeggiare che al confronto gli israeliani sembrerebbero gentlemen inglesi. Troppo complicato? Esclusa la Turchia di Erdogan, dove comunque i casi sono almeno «novantuna», ecco allora un week-end nelle enclaves spagnole di Ceuta e Melilla in Marocco. Ingresso in porto col gran pavese internazionalista, e comizio anticolonialista della solita partita di giro italiota di intellettuali, sindacalisti, costituzionalisti, che incitano a demolire le barriere di protezione nel nome della società senza frontiere e multiculturale.

Ma solo per vedere con quali salamelecchi l’adorato compagno Pedro Sánchez, nell’Ispagna «dove sono già mille e tre», accoglierebbe lo spirito progressista dei flottiglianti annoiati dai soliti scontati abbordaggi israeliani. Per ora è improponibile una spedizione in Cina per rivendicare il diritto di Taiwan a non essere inghiottito dal dragone di Pechino. Il Pd su questa tematica ha altro da fare, Avs se vede le bandiere rosse ha un colpo al cuore, e quanto a M5s lo stesso Carotenuto si riterrebbe in conflitto di interessi sulla Via della seta che porta a un Paese dove i diritti elementari sono inesistenti. Meglio Gaza, dove sulla strada c’è quel salamone esaltato di Ben Gvir che assicura alla Flotilla palcoscenico e successo come all’opera: «Non si picca - se sia ricca,/ se sia brutta, se sia bella;/ purché porti la gonnella,/ voi sapete quel che fa».